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Brodo di carne, ecco perchè la ricetta della nonna non sempre è da preferire

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È probabile che le vostre madri o le vostre nonne difendano a spada tratta il brodo di carne. In realtà, però, fareste bene a riporre grande attenzione nei confronti di questo alimento (o bevanda!), considerato che la quantità di nutrienti che passa dalla carne al brodo è modesta: ciò che passa è infatti un po’ di proteine, di qualche vitamina del gruppo B e di una piccola dose di minerali (principalmente potassio).

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Purtroppo, a passare sono invece i grassi, la cui quantità varia a seconda della ricchezza di lipidi della carne con cui viene preparato il brodo. Per evitare il pieno di calorie, conviene scegliere carni magre: quelle bianche, come il pollo privato della pelle. Vanno comunque bene anche tagli di carni rosse, per esempio il muscolo di spalla, povero di lipidi.

In ogni ipotesi, vi consigliamo di sgrassare il brodo: il procedimento si esegue a freddo, alla temperatura di frigorifero, in modo che i lipidi si solidifichino e possano essere eliminati facilmente con una schiumarola. Ad ogni modo, il brodo che viene fatto in casa è sicuramente preferibile rispetto a quello di dado, che non solo non è ricco di sostanze nutritive (anzi, ne è quasi del tutto privo), ma contiene in cambio una ricca gamma di additivi come il glutammato, che ad alcune persone può addirittura provocare il mal di testa.

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Insomma, anche se le vostre nonne lo difendono e ne parlano come se si trattasse di una sostanza miracolosa, iper nutriente e un toccasana per il nostro organismo, purtroppo così non è. Dunque, attenzione ad abbandonare con il brodo di carne: c’è di meglio (in termini di elementi nutrienti), anche nella vostra cucina!