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Malattie

La Sindrome di Kawasaki: cos’è, perché colpisce i bambini e come si cura

Kawasaki

La Sindrome di Kawasaki è una malattia quasi prettamente infantile, dato che più dell’80 per cento dei soggetti malati ha un’età inferiore ai 5 anni. Ma da cosa è causata la malattia di Kawasaki? Quali sono i sintomi principali? Come capire se il vostro bambino è malato? Esiste una cura? In questo articolo cercheremo di rispondere a questi ed altri quesiti.

Quali sono i sintomi della Sindrome di Kawasaki?

Sindrome di Kawasaki

Il sintomo principale della malattia di Kawasaki nei bambini è la presenza di febbre da 5 giorni o più, in genere molto elevata e caratterizzata da picchi fino a 39°. Altre manifestazioni sintomatiche della Sindrome di Kawasaki sono:

  • congiuntivite bilaterale non essudativa,

  • esantema,

  • rash,

  • poliartrite,

  • linfonodi cervicali gonfi,

  • edema dei piedi e delle mani,

  • desquamazione della pelle di mani e piedi,

  • desquamazione attorno alle unghie,

  • eritema delle labbra e della lingua,

  • eritema della mucosa orale.

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Le cause della comparsa di tali sintomi sono state associate ad una reazione ad un’infezione. Alcuni sintomi possono inizialmente confondere i genitori ed il medico curante, facendo pensare che si tratti di morbillo, orticaria o scarlattina.

La diagnosi della Sindrome di Kawasaki

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In Italia ogni 100 mila bambini, 14 si ammalano di Sindrome di Kawasaki. La diagnosi precoce della patologia è fondamentale, perché i piccoli pazienti in genere hanno un’età inferiore ai 5 anni, e si trovano in una fase della vita molto delicata. I maschi sono più colpiti delle femmine ed il picco di casi si riscontra, in genere, tra la fine dell’Inverno e l’inizio della Primavera.

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Dato che l’eziologia della malattia è ancora incerta, è importante che il pediatra ne riconosca immediatamente i sintomi ed informi i genitori sulle corrette modalità di azione. Dopo la cosiddetta “Porpora di Schonlein-Henoch”, la Sindrome di Kawasaki è la vasculite più comune negli infanti.

Tra gli esami che possono aiutare nella diagnosi precoce della Sindrome c’è un’attenta osservazione degli aneurismi coronarici, sfruttando test come l’ecocardiografia e l’angiografia coronarica. Altri esami utili alla diagnosi sono: la VES (velocità eritrosedimentazione), la conta delle piastrine, la conta dei globuli bianchi e dei globuli rossi. Attualmente non esiste un test definitivo e specifico per la diagnosi della malattia di Kawasaki.

Esiste una cura per la Sindrome di Kawasaki?

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La terapia standard per il trattamento della Sindrome di Kawasaki è un ciclo di immunoglobuline, somministrate per via endovenosa, e di aspirina.

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La maggior parte dei soggetti malati supera la malattia senza problemi, anche se il 5-10 per cento dei pazienti può sviluppare complicazioni anche gravi. Solo nell’1 per cento dei casi la Sindrome di Kawasaki ha esiti letali.

La malattia di Kawasaki non è ereditaria, né contagiosa.

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