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Alimentazione

Pesce e frutti di mare, ecco quanto mangiarne

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Il pesce e i frutti di mare fanno bene e sono buoni. Due elementi che non possono certamente passare inosservati a tutte le amanti del buon cibo, e che tuttavia devono essere analizzati con particolare cautela, visto e considerato che esagerare fa male, e che le donne in gravidanza dovrebbero considerare che mangiare pesce potrebbe significare anche ingerire un inquinante tossico, come il metilmercurio. Ma allora in che modo è possibile regolarsi, per non correre rischi senza rinunciare ai benefici che i prodotti del mare possono darci?

La soluzione ci è offerta, anche in questo caso, dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), che qualche mese fa si è espressa sull’argomento, rassicurando i consumatori.

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Secondo gli studi compiuti, infatti, la quantità giusta per non correre rischi relativi al metilmercurio, e per assumere tutti i nutrienti essenziali, è di 1-2 porzioni a settimana e fino a 3-4 porzioni, anche durante la gravidanza. Insomma, i rischi ci sono, ma a meno che non abbondiate esageratamente con pesce e frutti di mare, non dovreste correre particolari pregiudizi.

Stando alle analisi effettuate, pesce e frutti di mare rappresentano una fonte di energia e di proteine, e contengono, oltre ai noti Omega 3 a lunga catena, nutrienti essenziali quali iodio, selenio, calcio, vitamine A e D, con indiscutibili ed evidenti benefici sulla salute. Non solo. Al fine di smentire, almeno parzialmente, i più comuni timori per le donne in gravidanza, l’Efsa ricorda che se consumati in stato interessante, e nella porzione indicata sopra, pesce e frutti di mare possono dare ottimi risultati sullo sviluppo cerebrale del feto, grazie ai nutrienti contenuti in essi, che sembra giochino un ruolo fondamentale sul sistema nervoso centrale del nascituro.

Notevoli sono anche i benefici per gli adulti. Per i più cresciuti, infatti, le già ricordate 2-3 porzioni a settimana di pesce aiutano a diminuire il rischio di mortalità per malattie coronariche. E, considerato che con consumi fino a 3-4 porzioni a settimana non si corrono rischi per la presenza di eventuale metilmercurio, val la pena considerare il pesce e i frutti di mare quale ghiotto elemento di composizione del proprio menu settimanale.

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Attenzione, però, a non confondere i benefici che i pesci possono dare, con la proporzionalità dei vantaggi sulla base della quantità ingerita. Di fatti, l’Efsa ha precisato altresì che i benefici apportati dal pesce non aumentano incrementando le dosi consumate.Come sottolineato dall’Autorità europea, le linee guida dietetiche di numerosi Paesi europei (Italia compresa) già raccomandano un minimo di due porzioni a settimana di pesce a bambini, adolescenti e adulti, per assicurare l’apporto di nutrimenti-chiave, tra cui gli acidi grassi omega 3 a lunga catena, utili per il sistema cardiovascolare.

Insomma, buon appetito!