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Anello anticoncezionale: come funziona, tra virtù e svantaggi

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L’anello anticoncezionale è un dispositivo a lento rilascio ormonale, per la prevenzione di gravidanze indesiderate. Il suo utilizzo è abbastanza semplice, tanto che – proprio per questa caratteristica di facilità e di immediatezza – in Italia è scelto da oltre un milione di donne. Ma come funziona l’anello anticoncezionale? E quali sono i suoi pregi e difetti?

Come funziona l’anello anticoncezionale

L’anello anticoncezionale è un dispositivo che si inserisce nella vagina con poche e semplici istruzioni: rimane qui inserito per tre settimane, per poi essere rimosso: in questo lasso di tempo la contraccezione sarà garantita dal lento rilascio degli ormoni. La sua funzione è dunque quella di bloccare l’ovulazione grazie al rilascio ormonale, senza interferire con il tratto gastro – intestinale, e con l’impossibilità di compromissione dell’attività contraccettiva in seguito a vomito o diarrea.

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I vantaggi dell’anello anticoncezionale

Numerosi sono i vantaggi dell’anello anticoncezionale, che agisce in maniera non dissimile dalla pillola rilasciando infatti un bassissimo dosaggio di ormoni che punta a impedire l’ovulazione.

Tra i vantaggi principali possiamo ricordare la sua accertata altissima sicurezza contraccettiva (con tassi che sono superiori al 99%), e il fatto che gli ormoni che vengono rilasciati dall’anello contraccettivo possono passare rapidamente nel circolo sanguigno, essendo la mucosa di rivestimento vaginale particolarmente sottile e ricca di vasi sanguigni.

A differenza della pillola contraccettiva, inoltre, l’anello anticoncezionale vaginale non prevede il primo passaggio tramite il fegato o tramite il tratto gastrointestinale. In questo modo la sicurezza anticoncezionale viene assicurata anche in caso di diarrea e di vomito. La sua discrezione lo rende inoltre un elemento di scarsa percezione, sia per la donna che per il partner, durante il rapporto sessuale.

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Ancora, come se quanto sopra non fosse sufficiente per trarre un profilo molto positivo di questo dispositivo, ricordiamo che l’anello anticoncezionale assicura una regolare ritmicità mestruale, riduce i casi di dimenticanza (che invece sono molto più frequenti nell’ipotesi in cui la donna decida di prendere la pillola). È un metodo contraccettivo molto efficace, rimuovibile e applicabile con semplicità, e con scarsissime controindicazioni (spotting, nausea, emicrania sono molto rare).

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Anello anticoncezionale: ha degli svantaggi?

Naturalmente, anche l’anello vaginale anticoncezionale non è “perfetto”, avendo degli svantaggi che rendono cauta la sua valutazione e introduzione. Qualche esempio?

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Iniziamo con il ricordare che non esiste alcun metodo contraccettivo completamente privo di effetti collaterali e controindicazioni e, in tal senso, l’anello anticoncezionale non è certamente esente. Se da un lato i vantaggi dell’anello anticoncezionale sono molteplici, infatti, dall’altro non si può che valutare la presenza di alcuni effetti indesiderati che, peraltro, devono essere ponderati con specifico riferimento del singolo soggetto (in altri termini, gli effetti indesiderati potrebbero comparire, o essere più o meno percettibili, a seconda delle utilizzatrici).

Detto ciò, ricordiamo che durante i primi mesi d’utilizzo dell’anello, è possibile che il dispositivo esca spontaneamente dalla vagina: in tal merito, segnaliamo come sia fondamentale che la donna ricontrolli periodicamente la presenza dell’anello in vagina e il suo corretto posizionamento, considerando anche che qualora non venga reinserito in vagina entro tre ore dall’espulsione, è assai probabile che l’efficacia contraccettiva diminuisca.

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Ancora, l’anello anticoncezionale potrebbe favorire l’instaurarsi di infezioni batteriche, come quella da candida albicans: trattandosi pur sempre di un corpo estraneo in vagina, potrebbe infatti favorire l’annidamento di batteri e generare danno. Ancora, l’anello vaginale contraccettivo potrebbe provocare dispareunia (dolore durante i rapporti), in particolare nei primi mesi d’applicazione, lesioni vaginali, vaginiti e cisti.

Costituiscono ulteriori effetti sgraditi acne, modulazione dell’umore, irritabilità, diminuzione del desiderio sessuale, dolore addominale, tensione mammaria, leucorrea, dismenorrea. Più raro è invece che la presenza dell’anello possa essere percepito dal partner durante il rapporto. O ancora che all’utilizzo dell’anello possano essere ricollegati prurito genitale, ansia, sensazione di vertigine, diarrea, vomito, astenia e dolore alla schiena, che rappresentano altri possibili effetti avversi non comuni derivanti dall’utilizzo dell’anello. Naturalmente, se i disturbi persistono oltre i primi 2/3 mesi dall’utilizzo dell’anello, è bene consultare il medico. Infine, per quanto ben intuibile, l’anello vaginale non protegge dalle malattie sessualmente trasmissibili.

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A proposito di medico, concludiamo questo breve approfondimento segnalando che l’anello, come tutti i metodi contraccettivi ormonali, deve essere prescritto dal medico dopo un accertamento dello stato di salute del paziente: l’anello contraccettivo non deve quindi mai essere utilizzato da donne che sono affette da trombosi venosa, arteriosa, angina pectoris, diabete mellito, tumori, emorragie vaginali, disturbi epatici, e così via.

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Inoltre, proprio come avviene per l’utilizzo della pillola, l’utilizzo di alcuni farmaci potrebbero compromettere l’efficacia contraccettiva dell’anello: dagli antibiotici agli antidepressivi, passando per gli inibitori della proteasi e gli antiepilettici, l’elenco di potenziali medicinali che potrebbero entrare in contrasto di efficacia è piuttosto esteso e, pertanto, val la pena chiarire qualsiasi dubbio con il proprio medico di fiducia prima di sposare tale elemento contraccettivo.