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Scuola, torna la bocciatura alle elementari. E si alza la polemica

 

Dopo la polemica sui troppi compiti a casa, degli zaini pesanti delle scarse competenze in matematica dei nostri studenti, ora parte una petizione per chiedere di cancellare la possibilità di bocciare nella scuola primaria, una novità introdotta in senso opposto alle proposte, proprio dal ministro all’Istruzione Valeria Fedeli. Si tratta di una presa di posizione importante di cui si terrà conto in Parlamento dove è in discussione la legge delega che prevede la novità. Cosa sta succedendo?

(continua dopo la foto)

Students with Raised Arms in Classroom --- Image by © LWA-Dann Tardif/zefa/Corbis

Era metà gennaio, Valeria Fedeli si preparava alla sua prima uscita pubblica ufficiale dopo il primo mese alla guida del ministero dell’Istruzione. Il consiglio dei ministri doveva approvare le leggi delega alla riforma della scuola voluta dal governo Renzi, tutto ci si aspettava di veder emergere dalla riunione tranne un intervento per permettere di bocciare i bambini nella scuola primaria.  Secondo il ministro la bocciatura è ammessa solo in casi “eccezionali e comprovati”. Casi eccezionali e comprovati, quindi, ma i tanti che hanno firmato la petizione si ribellano ricordando le parole di don Lorenzo Milani in «Lettera a una professoressa»: «A quelli che sembrano cretini dargli la scuola a tempo pieno. Agli svogliati basta dargli uno scopo».

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Nel nome di don Milani insegnanti, pedagogisti ed esperti della formazione spiegano il loro no alla norma voluta dalla ministra Fedeli: la nostra scuola anche oggi perde il 15% dei ragazzi. Dietro questa percentuale noi vediamo i volti dei nostri bambini che non hanno certo bisogno di essere respinti ma di maggiore risorse umane, di insegnanti di sostegno formati, di educatori di strada, di una scuola più lenta, capace di ascoltare le esigenze di questi bambini, di captare le loro difficoltà e quelle delle loro famiglie.