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Domande e risposte

La prima ecografia, ecco tutto quello da sapere

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Le preoccupazioni e le ansie che contraddistinguono la prima fase della gravidanza, quando il bimbo è piccolo come un fagiolo ed è delicatissimo, iniziano a scemare dopo la prima ecografia, un momento di passaggio che permette ai futuri genitori di “vedere” il loro frugoletto e di entrare in contatto diretto con lui. La prima ecografia rappresenta la fase di maturazione della coscienza di un genitore, perché la presenza fisica del futuro neonato si manifesta in tutta la sua emozionante realtà.

Quando bisogna sottoporsi alla prima ecografia?

Nel primo trimestre di gravidanza le domande ed i dubbi in merito al corretto andamento della gestazione sono tantissimi. Molti di questi possono essere dipanati dalla fatidica prima ecografia. La data delle prime ecografie viene stabilita seguendo delle tabelle ministeriali, che fissano la prima ecografia tra la 6a e la  11a settimana di gravidanza; la seconda ecografia tra la 20a e la 22a settimana e la terza ecografia tra la 30a e la 32a settimana. Nel caso di patologie o problemi nella gestante o nel feto, il ginecologo curante può anticipare la prima ecografia, così come fissarne un numero più elevato.

L’ecografia è un esame pericoloso per mamma e bimbo?

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Assolutamente no. L’ecografia ostetrica è un esame diagnostico standard, impiegato in maniera massiccia durante la fase gestazionale proprio perché è innocuo sia per la mamma che per il piccolo. L’ecografia viene fatta sfruttando degli impulsi sonori a bassa frequenza e ad alta densità, gli ultrasuoni, che garantiscono una diagnostica molto accurata senza arrecare danni e fastidi alla gestante ed al suo pargoletto.

Come si svolge l’esame per la prima ecografia?

Durante l’ecografia, per avere una visibilità ed una efficacia diagnostica migliore, la gestante viene fatta sdraiare sul lettino, con l’addome scoperto. Per fare l’ecografia viene usato un apposito macchinario e l’addome della donna viene cosparso di un gel specifico che favorisce la trasmissione degli ultrasuoni. La sonda dell’ecografia scorre sull’addome cosparso di gel: è completamente indolore e sicura sia per la mamma che per il piccolo.

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Grazie ad uno schermo video il medico può controllare e studiare le immagini trasmesse dalla sonda, in modo da evidenziare eventuali problemi. La durata dell’ecografia e di 15-30 minuti al massimo. Grazie alla sonda sarà possibile ottenere delle immagini che mostrano il piccolo nella pancia della mamma.
Se il medico lo ritiene necessario, per un esame ancora più accurato si può ricorrere ad una ecografia trasvaginale. Questa seconda tipologia prevede l’inserimento della sonda ecografica all’interno della vagina. Anche in questa evenienza non ci sono pericoli per gestante e bimbo, né si prova dolore.

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A cosa serve la prima ecografia?

Durante la prima ecografia si può controllare la situazione all’interno dell’utero, la presenza di eventuali patologie, il numero degli embrioni, il corretto impianto del sacco gestazionale, l’esistenza di malformazioni e disturbi che possono rendere difficoltoso il parto e molto altro. In sede ecografica è anche possibile sentire il battito cardiaco del piccolo.

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