feto bambino
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Per i medici il feto è morto ma la mamma non è convinta: nasce un bimbo sano!

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Arriva dall’Italia un’incredibile vicenda che farà, presumibilmente, grave scalpore. Ad essere protagonista è Maria, una giovane donna di Roma che abita all’Eur e ha una bambina di due anni. Ebbene, nell’aprile dello scorso anno la donna rimane incinta, ma ad appena 5 settimane compaiono piccole perdite di sangue che la fanno comprensibilmente preoccupare.

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Quindi, la donna si presenta all’Ospedale Fatebenefratelli San Giovanni Calibita, sull’isola Tiberina, per potersi far controllare. Qui riceve una brutta notizia: i medici affermano infatti di non captare il battito del feto dall’ecografia appena effettuata. “Signora, lei ha avuto un aborto interno, bisognerà procedere col raschiamento. Consigliamo il ricovero. Se vuole lo disponiamo subito”.

Maria tuttavia non vuole credere a quelle parole e sa che, dentro di se, una giovane vita sta ancora lottando per esistere. Torna quindi da suo marito e dalla sua bambina, e poi si reca dalla dottoressa del pronto soccorso, che le consiglia di assumere farmaci abortivi che consentano l’espulsione del feto. Presa la prescrizione e il verbale del pronto soccorso, la giovane torna ancora a casa. Il verbale del nosocomio recitava: “La paziente entra alle 11.06 ed esce alle 15.44.Diagnosi: aborto interno. Informata sul decorso clinico della terapia, la paziente decide il trattamento con Methergin cpr”.

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La vicenda tuttavia non si conclude qui. Maria acquista il farmaco ma dentro di se non vuole credere a quello che legge e sente. Anzi, è convinta che i medici si sbaglino e, per poter supportare tale convincimento, cerca di individuare su Internet qualche situazione simile alla sua. Trovando, in effetti, che il battito di un embrione potrebbe non essere ancora individuabile nella quinta settimana: una piccola fiammella di speranza che Maria cerca di conquistare, per evitare di arrendersi.

Qualche giorno dopo torna dunque a fare l’ecografia e, qui, ha la bella sorpresa: l’embrione era vivo e sano, e la prima diagnosi del pronto soccorso era dunque sbagliata. Il bambino è nato a dicembre regolarmente, con un peso di 3 kg e mezzo. Oggi gode di ottima salute.

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“Ho avuto una gravidanza e un parto naturale sereno. E ogni volta che mi soffermo a guardare il mio piccolo mi rendo conto del pericolo scampato. Se non avessi seguito il mio istinto sarei stata io stessa la carnefice di mio figlio. Ecco perché sono sempre stata convinta che un’azione legale fosse un’iniziativa non solo giusta, ma doverosa. Nei pronto soccorso il personale deve essere altamente qualificato. Non si può sbagliare con la vita” – afferma Maria.

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La donna ha affermato di aver denunciato l’ospedale capitolino che si è occupato della disavventura, e che ora richiederà un risarcimento di danni morali. Secondo l’avvocato della donna, Pietro Nicotera, l’ospedale si sarebbe reso colpevole di un atteggiamento fin troppo superficiale. Per tale motivo, ha inviato una lettera all’ospedale romano, predicendo l’azione penale.

Ad ogni modo, per la mamma un bel sospiro di sollievo. Per il bimbo, una nascita all’insegna della buona stella e, soprattutto, del coraggio materno.

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