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I neonati riconoscono le parole? Ecco la verità!

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Magari, lanciando dei segnali di interesse ogni qual volta le pronunciavate? Vi farà sapere che in realtà è così, i neonati riconoscono le parole.  

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Recenti ricerche hanno dimostrato che aree specifiche del cervello umano sono attivate dal discorso dal momento della nascita. Tuttavia, non era fino ad oggi noto se i cervelli dei neonati potessero anch’essi codificare e ricordare il suono delle parole durante l’elaborazione vocale.

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A risolvere il quesito ci ha pensato una ricerca effettuata dalla Scuola Internazionale di Studi Avanzati (Sissa), svoltasi in Italia, ad Udine, nell’Ospedale Santa Maria della Misericordia. I ricercatori hanno indagato il tipo di informazioni che i neonati registrano e mantengono in memoria quando sentono le parole e le strutture cerebrali che supportano il riconoscimento parola-suono.

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Quarantaquattro neonati sani sono stati testati con un esame funzionale, la spettroscopia a infrarossi, metodo per stabilire la loro capacità di memorizzare il suono di una parola e di distinguerlo da una foneticamente simile 2 min dopo la codifica. Lo studio ha mostrato l’attivazione delle regioni destro – frontali della corteccia cerebrale, la stessa di quella attivata negli adulti durante il recupero di materiale verbale, mostrando una caratteristica sorta di “firma neurale” del riconoscimento quando i neonati ascoltavano la parola di verifica che aveva la stessa vocale di una parola ascoltata in precedenza.

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Al contrario, una risposta “novità” veniva emessa quando una parola aveva vocali diverse rispetto alla parola familiare, pur avendo le stesse consonanti. Insomma, i neonati riconoscono le parole. Inoltre, questi dati suggeriscono che le aree frontali destre potevano sostenere il riconoscimento delle sequenze parlate sin dai primi stadi di acquisizione del linguaggio.

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Silvia Benavides-Varela,una delle maggiori ricercatrici afferma: “Abbiamo detto ai bambini delle paroline semplici e dopo due minuti le abbiamo ripetute, i test prevedevano o di ripetere le stesse parole, oppure di cambiare le vocali e lasciare le stesse consonanti oppure viceversa, cambiare le consonanti e lasciare le stesse vocali.”

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