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Bambino

Compiti a casa, i genitori non sempre sono “utili”

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Anche per i vostri figli arriva il momento della scuola. E con esso anche il momento di fare i compiti, e delle presumibili richieste di “soccorso” a mamma e papà. Ma siamo certi che l’aiuto dei genitori sia davvero in grado di apportare un valore aggiunto al benessere formativo dei piccoli?

In realtà alcuni recenti studi suggeriscono che… così non è. Ad esempio, un’analisi elaborata nel Regno Unito dal gruppo Aviva afferma che due genitori su tre affiancano i figli di età compresa tra i 5 e i 15 anni nello svolgimento dei compiti (e che addirittura uno su sei si sostituisce a loro), ma dei genitori che “aiutano” i figli a fare i compiti, circa i due terzi hanno difficoltà più o meno evidenti.

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Una quota maggioritaria di genitori ha dunque confessato che molte volte per poter rispondere ai quesiti posti dai propri figli sono costretti a utilizzare i motori di ricerca online. Tra le materie che mandano più frequentemente in tilt i genitori spiccano l’algebra, le frazioni, la trigonometria e il teorema di Pitagora. Tuttavia, i genitori britannici (ma il discorso siamo certi valga anche per quelli italiani!) si dimostrano in crisi anche con la storia (e in particolar modo su quella romana e sulla guerra civile americana), e non sanno da che parte voltarsi per quanto concerne chimica e fisica.

In aggiunta a quanto sopra, secondo lo studio giocherebbe un ruolo importante anche il peso emotivo che il genitore sente quando cerca di dare il meglio per i propri figli, e la competizione che scatta implicitamente o esplicitamente con gli altri genitori (oltre che, naturalmente, il giudizio da parte degli insegnanti).

Dunque, guai a pensare che l’aiuto dei genitori sia essenziale. Spesso è controproducente o, comunque, andrebbe limitato e ben orientato…