Alimentazione

Cibi sfusi, vi fidate di quel che eroga il dispenser?

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Sono sempre di più le catene di supermercati (e non solo discount) che offrono, oltre ai detersivi alla spina, anche prodotti alimentari sfusi, come pasta, legumi, cereali, caffè, e tanto altro ancora. Ma quale è la loro qualità? C’è davvero da fidarsi o sarebbe bene cercare di migrare le proprie abitudini di consumo verso altri lidi?

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In primo luogo, è bene ricordare che il primo passo per rendersi conto con che cosa abbiamo a che fare è leggere l’etichetta. Qualunque cibo in commercio, anche quelli venduti nei dispenser, ne hanno una con tutte le informazioni. Naturalmente, in questo caso la troverete su ciascun distributore, con riportata la denominazione dell’alimento, gli ingredienti (con l’indicazione di eventuali allergeni) e la data di scadenza.

In secondo luogo ricordate che anche se le marche sono in genere poco note e pertanto commercialmente poco appetibili, anche il cibo senza brand può essere eccellente. Una buona regola per orientarsi è quella di cercare solamente i dispenser che riportano il nome del produttore e la provenienza (attenzione, ricordate che per gli alimenti sfusi non è obbligatoria!). Inoltre, sarebbe bene preferire, fino a quando è possibile, solamente le aziende del proprio territorio.

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Ultimo capitolo è relativo all’igiene. In questo caso di solito non si corrono grandi rischi, poichè è sufficiente accertarsi che il dispenser sia ben integro e sigillato: ricordate che gli alimenti contenuti all’interno del dispenser non devono e non possono essere raggiunti con le mani, e che gli erogatori a gravità (quelli che fanno cadere il prodotto direttamente nella vaschetta o nel sacchettino del cliente) sono sicuramente da preferirsi. Di contro, i cibi che si prelevano con la tradizionale paletta sono più esposti all’aria e, inoltre, alle altre contaminazioni esterne.