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Concepimento

Calcolo dell’ovulazione femminile: dritte e consigli per il concepimento

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Le ragioni di una infertilità di uno dei due partner possono essere molte e possono condurre, nei casi peggiori, ad una diagnosi permanente e non risolvibile.

Se si sta cercando di avere un bambino senza riuscirci la prima spiegazione che la coppia si dà è, di solito, quella più drastica e dolorosa: l’infertilità. Ma siete davvero sicuri che questo sia il vostro caso? Avete preso in considerazione altre possibilità prima di giungere a questa auto-diagnosi?

L’infertilità è una patologia difficile da gestire ma sempre più diffusa nella società moderna, questo è vero. Eppure, nella gran parte dei casi, le difficoltà di concepimento di una coppia normale possono essere collegate semplicemente ad errori banali nella pianificazione dei rapporti sessuali.

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A premiare le coppie che desiderano avere un bambino non è, quindi, la frequenza dei rapporti sessuali o la determinazione ma, soprattutto, la conoscenza dei meccanismi che regolano la riproduzione dell’essere umano.

Il periodo fertile della donna

A differenza dell’uomo, che produce spermatozoi fino ad un’età avanzata senza avere problemi e calo della fertilità, la donna con il passare degli anni subisce un drastico calo di fecondità. Mentre attorno ai 20 – 25 anni le ragazze hanno quasi il 100 per cento di possibilità di restare incinte dopo un rapporto sessuale, già attorno ai 30 – 35 le chance vengono dimezzate, calando al 50 per cento. Le percentuali scendono ancora più drasticamente dopo i 40 anni, quando si arriva al 5 – 7 per cento di possibilità di restare incinte dopo un rapporto.

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Oltre all’età, la fertilità femminile è minata anche da altri fattori:

  • il fumo;

  • l’alcol;

  • le infezioni e le malattie dell’apparto genitale (in particolare la clamidia, la gonorrea e la sifilide);

  • il sovrappeso;

  • l’eccessiva magrezza;

  • uno stile di vita poco sano;

  • gli errori nella dieta;

  • le irregolarità nel ciclo mestruale.

Il ciclo mestruale femminile

Proprio il ciclo mestruale femminile e le sue irregolarità possono causare alle coppie problemi durante la ricerca di una gravidanza.

La donna, infatti, non è fertile ogni giorno della sua vita in maniera uguale: ci sono giorni in cui è più probabile rimanere incinte e giorni in cui le cose si fanno più difficili.

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Un ciclo mestruale regolare dura in media 28 giorni e si divide in due fasi. Nella prima fase, detta “follicolare”, inizia il processo di maturazione dell’ovocita che arriva al suo compimento attorno al 14° giorno di ciclo. Questo (fase luteinica) è il momento in cui la cellula uovo ormai matura abbandona il follicolo e si muove nelle tube di Falloppio. Per un paio di giorni la donna vive il suo climax di fertilità: se la cellula uovo viene fecondata, l’ovulo si annida nell’utero e la gravidanza ha inizio; in caso contrario, il corpo luteo deperisce e l’endometrio, la mucosa che ricopre le pareti dell’utero che si era inspessita per accogliere il feto, viene espulso con le mestruazioni.

Leggi anche: Infertilità, le cause e gli esami da eseguire

Il processo noto come ciclo mestruale, che si ripete ogni mese segnalando i momenti in cui il corpo della donna si prepara all’accoglimento di una gravidanza, non è, però, uguale e regolare per tutte le donne. Moltissime convivono con cicli mestruali anche molto irregolari, fattore che rende molto complesso il calcolo della data di ovulazione.

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L’importanza della data di ovulazione.

Conoscere il giorni di ovulazione della donna è fondamentale per le coppie che stanno cercando di avere un bambino. Soprattutto se ci si è trovati di fronte a tentativi di concepimento non andati a buon fine, è bene farsi forza e provare a stilare una sorta di scaletta per avere rapporti sessuali mirati nei giorni di maggiore fertilità della donna.

Come abbiamo già visto, proprio l’ovulazione è il periodo più fertile per la donna. E’ quindi consigliabile avere rapporti sessuali mirati all’ottenimento di una gravidanza sia nei due giorni precedenti che nei due giorni successivi all’ovulazione. Gli spermatozoi sopravvivono all’interno del corpo femminile per circa 3 o 4 giorni quindi anche un rapporto avvenuto un paio di giorni prima dell’ovulazione vera e propria può generare una gravidanza.

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Il calcolo dell’ovulazione

Numerose sono le tecniche (più o meno precise e più o meno scientifiche) che permettono alle coppie che stanno cercando di avere un bambino di calcolare la data dell’ovulazione della partner femminile. Vediamone alcune.

La tecnica del controllo della temperatura corporea. Durante l’ovulazione si assiste ad un vero e proprio picco della temperatura basale. Questo metodo, che consiste nella misurazione quotidiana della temperatura corporea della donna per via anale, vaginale o orale, è abbastanza semplice da mettere in pratica ma, come ovvio, non sicuro al 100 per cento.

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La tecnica di osservazione dei cambiamenti del muco. Il muco cervicale e le sue variazioni durante il ciclo sono altri fattori da tenere in considerazione per cercare di prevedere la data di ovulazione. Il muco cervicale viene prodotto ogni giorno anche se, quando la donna non è in ovulazione, può essere quasi assente oppure di colore più opaco e di consistenza cremosa. Quando la donna ovula, invece, il muco diventa più chiaro, filamentoso e quasi trasparente. In aggiunta la donna ha una sensazione di “bagnato” costante per un paio di giorni.

L’impiego di stick per il calcolo dell’ovulazione. In commercio esistono degli stick appositi per il calcolo della data di ovulazione. Questi permettono di monitorare i livelli di alcuni ormoni (come estrogeni ed LH) che segnalano la maturazione della cellula uovo e, di conseguenza, l’inizio della fase luteinica del ciclo mestruale. In genere, quando si registra un picco di LH è chiaro che dopo circa 24-36 la donna ovulerà.

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Altri cambiamenti fisici collegati all’ovulazione. La donna durante l’ovulazione può notare altri cambiamenti nel suo corpo. Uno di questi è l’aumento del desiderio sessuale. In aggiunta può essere registrata una forte tensione al seno e delle fitte nella zona addominale (simili a quelle della sindrome premestruale).

I rapporti sessuali nel periodo fertile della donna

Molte coppie si domandano quanti rapporti sessuali dovrebbero avere durante il periodo fertile della donna in modo da massimizzare le possibilità di concepimento. Dare una risposta a questa domanda non è affatto facile. Molti sono i fattori da considerare ed uno di questi è certamente il desiderio: imporsi dei tour de force è, nella maggior parte dei casi, controproducente perché l’ansia e lo stress, nonché la stanchezza, possono minare le probabilità di concepimento.

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Diciamo che, in linea di massima, 3 rapporti a settimana possono essere più che sufficienti. Da evitare rapporti troppo frequenti (1 o più di 1 al giorno) ma anche le lunghe astinenze. Ricordate che, per evitare un indebolimento dell’efficacia del liquido seminale maschile, è bene seguire un ritmo che garantisca almeno un giorno di riposo all’uomo prima di un nuovo rapporto sessuale. La qualità dello sperma subisce un calo anche dopo astinenze lunghe più di 2 settimane: fate quindi attenzione a non ritardare troppo la consumazione del rapporto.

Leggi anche: Infertilità, le cause dalla proteina NGF

Un altro dato interessante è la sopravvivenza degli spermatozoi all’interno della donna. Questa arriva fino a 72 ore, circa 3 giorni. Non stressatevi, quindi, nella ricerca del giorno esatto dell’ovulazione. I giorni precedenti o successivi sono comunque molto fertili.

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