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Come aiutare i bambini con i compiti a casa

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I compiti a casa sono un importante momento di crescita per i bambini: si tratta infatti di un’azione che può responsabilizzarli, e può dunque aiutarli non solamente per conseguire una migliore formazione, quanto anche una più opportuna maturità e autostima. Ma in che modo i genitori devono porsi nei confronti dei compiti a casa? Devono aiutare o devono limitarsi a controllare?

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Cominciamo con il ricordare che fare il controllo dei compiti a casa è una meravigliosa occasione per stare accanto al proprio figlio. E come non ci sia un momento migliore della giornata per farlo, rispetto ad altri: cercate comunque di privilegiare dei momenti in cui siete reciprocamente sereni e calmi, senza frette o altri impegni concomitanti.

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Ricordate ancora che i compiti a casa contribuiscono all’indipendenza dei bambini e insegnano loro a prendere responsabilità. Dunque, non sentitevi obbligati a correggere anche i minimi errori in ogni problema di matematica o lezione di grammatica; per questo motivo c’è il maestro e, soprattutto, non è questo il punto fondamentale. Ciò che importa è il tempo prezioso che viene passato insieme al bimbo, e che può dimostrare in lui che, effettivamente, avete a cuore i loro compiti così come dovrebbe essere per loro.

Pertanto, guai a limitarsi a domandare se hanno finito i compiti, per ricevere la consueta risposta positiva. Meglio invece cercare di fare in modo che il controllo dei compiti diventi una sorta di rito, domandando loro di mostrarvi il lavoro svolto, e non perché non vi fidiate, e non perché vi preoccupano gli errori in sè, ma soprattutto perchè dovete dimostrarvi orgogliosi del lavoro che hanno fatto.

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L’attenzione nei confronti dei compiti a casa dovrà inoltre essere continua. Dunque, non cessate il controllo dopo qualche mese di buone abitudini, poichè oramai sapete che di vostro figlio ci si “può fidare”. Proseguite invece, giorno dopo giorno, fino ad almeno le scuole medie, momento cruciale per la maturità dei più piccoli.

Una volta arrivati alle superiori, i ragazzi potranno essere ancora oggetto di controllo sui compiti a casa, ma probabilmente il monitoraggio potrà essere effettuato soprattutto sui risultati (voti) e sui commenti degli insegnanti.