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Uscita dalle scuole medie: padri, madri e pure nonni possono tirare un sospiro di sollievo. La normativa cambia ancora: ecco cosa serve perché i minori possano tornare a casa da soli

 

Padri, madri e pure nonni possono tirare un sospiro di sollievo. I tredicenni italiani potranno uscire da scuola da soli, previa autorizzazione dei genitori che esonera gli istituti dalla responsabilità “connessa all’obbligo di vigilanza”. I ragazzini delle medie potranno insomma uscire autonomamente da scuola. La commissione Bilancio del Senato ha dato infatti il via libera all’emendamento Pd a firma Marcucci e Puglisi che risolve la questione dell’uscita da scuola degli alunni con meno di 14 anni. Nel provvedimento si precisa anche la modalità di esenzione dalla responsabilità in caso di servizi di utilizzo degli scuolabus.
La vicenda era esplosa dopo una recente sentenza della Cassazione riguardante l’obbligo di vigilanza sui minori all’uscita dalle scuole. (Continua dopo la foto)

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In particolare, la Suprema Corte ha stabilito che il coinvolgimento di un minore in un incidente fuori dal perimetro scolastico – un bambino di 11 anni era stato investito sulla strada pubblica – non esclude la responsabilità della scuola, cui spetta, appunto, l’obbligo di vigilanza. In altri termini (secondo l’attuale normativa, così come sancito dalla Cassazione) gli studenti minori, anche quelli delle scuole secondarie di primo grado, vanno consegnati ai genitori o a chi per loro al termine delle lezioni e non possono allontanarsi da soli perché la scuola ha il dovere di provvedere alla loro sorveglianza per tutto il tempo in cui le sono affidati. (Continua dopo le foto)

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L’emendamento alla Legge di stabilità approvato ieri va in questa direzione, prevedendo che i genitori o i soggetti affidatari dei ragazzi con meno di 14 anni possano autorizzare la scuola a “consentire l’uscita autonoma” degli alunni al termine delle lezioni. L’autorizzazione, stabilisce la norma, “esonera il personale scolastico dalla responsabilità connessa all’adempimento dell’obbligo di vigilanza”.