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Famiglia

Sotto i riflettori ci sono sempre Rosita e Rosalinda. Ma Adriano Celentano e Claudia Mori hanno anche un figlio maschio: si chiama Giacomo, ha 50 anni e…

 

Ma quanti figli ha la “coppia più bella del mondo”? La prima risposta che viene in mente è: due. Rosita, nata nel 1965, e presto sposta, e Rosalinda, classe 1968, dichiaratamente omosessuale. Quello sfugge ai più è però il terzo figlio. Già, perché Adriano Celentano e Claudia Mori nel 1966 hanno avuto Giacomo. Oggi 50enne, è dei tre quello rimasto sempre lontano dai riflettori. Il motivo? La sua storia è segnata da diversi problemi di salute. Nel 1990, quando la sua carriera da cantautore era appena agli inizi (aveva pubblicato l’album “Dentro il Bosco”), l’erede del Molleggiato ha perso la capacità toracica: “Respiravo come un vecchio di 90 anni”, ha raccontato. Non poteva più fare sport, né cantare. I genitori lo portarono dei medici che non riscontrarono nessun problema fisico. Così le persone, non capendo il suo malessere, iniziarono ad allontanarsi: “Ad abbandonarmi per prima fu la mia famiglia che non riusciva a capirmi”, scrive Giacomo nel libro in cui ripercorre questa traumatica esperienza, “La luce oltre il buio”. Ma ha anche sottolineato di non aver mai dato la colpa ai suoi cari per come sono andate le cose. Poi pian piano la risalita, grazie alla ritrovata fede in Dio. (Continua dopo la foto)

giacomodentroCelentano Jr. oggi è un uomo sposato, con Katia. Per loro, ha rivelato, 5 anni di castità prima del matrimonio. Una scelta sempre dettata dalla fede. Per dieci anni ha vissuto con i genitori della moglie, andandosene di casa a causa di uno screzio con la madre. Convinto inoltre che solo lontano dai suoi sarebbe potuto guarire del tutto. Oggi con la famiglia d’origine va d’amore e d’accordo e Celentano, ha raccontato tempo fa a Cristina Parodi, è un nonno giocherellone per suo figlio Samuele di 11 anni. Mentre Claudia non vuole essere chiamata nonna. (Continua dopo la foto)

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Nel 2014 è uscito il suo secondo libro “Nel nome del padre”. A Tempi.it ne ha raccontato la genesi: “L’editore, Piemme, mi ha invitato a farlo dopo la pubblicazione del mio primo libro La luce oltre il buio. Ho accettato, perché in questa società la figura paterna è in crisi. Oggi ci fanno credere che bastano la mamma e il figlio per formare una famiglia. Io non sono assolutamente d’accordo con queste visioni, e tanto meno con l’ideologia gender. La realtà è stata creata da Dio, l’unico modello valido per me è il Suo: l’uomo e la donna che unendosi generano figli. Nel libro lo spiego parlando di Dio padre, di papà Adriano e di me come padre di Samuele”. (Continua dopo la foto)

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Sul motivo per cui il rapporto con suo padre si è incrinato, ha raccontato? “A 23 anni cominciai a lavorare come cantautore, pubblicai un album, Dentro il bosco, distribuito da Caterina Caselli. Avevo una carriera rosea davanti a me. Ma pur facendo ciò che volevo non ero pienamente felice. Allora non ero più praticante e me ne stavo lontano dalla Chiesa. Una notte di settembre del 1990, però, ebbi un problema respiratorio. Pareva una cosa da nulla, invece fu una rivoluzione per la mia vita. Smisi di fare ciò che volevo: cantare. Gli esami clinici dicevano che ero in perfetta salute, eppure l’insufficienza respiratoria continuava. Lasciai lo sport e cominciai a non uscire più di casa, mi allontanai da tutto. Ero diventato un vegetale. Mi abbandonarono gli amici, la fidanzata e anche mio padre non capiva. Finché un giorno mi disse: «Vivrò solo per curare te». Mi sentii oppresso e scappai ad Asiago, dove mi ospitò un prete. Dopo poco trovai lavoro. Un giorno, era ormai il 1993, una inserviente di zia Anna mi invitò a Roma. Dopo due giorni, senza avvisarmi, arrivò mio padre che mi abbracciò. Fui sorpreso, ci riconciliammo e mi spinse a decidere che fare della mia vita”. Per sette lunghi anni, Giacomo Celentano ha sofferto di ansia.