Labbro leporino
Guide e Consigli

Labbro leporino, una guida completa

Labbro leporino

Il labbro leporino, scientificamente chiamato come “cheiloschisi” o “labioschisi”, è una malformazione di natura congenita che è provocata da un’anomalia in fase di sviluppo del feto (intorno al quarto mese). Di varia entità (si chiama cheilognatoschisi se oltre a interessare il labbro riguarda pure l’alveolo gengivale), può comportare numerosi problemi oltre che, in evidenza, un grave inestetismo.

Cosa è il labbro leporino, in breve

Il labbro leporino può manifestarsi con diverse incisività, contraddistinguendo ad esempio una piccola incisura sul labbro superiore del neonato, o la sua completa divisione, che si estende in alcuni casi anche dentro il pavimento delle fosse nasali. Le anomalie si estendono inoltre di norma anche alle cartilagini e alle ossa nasali, ai denti e alle gengive.

Quanti bimbi riguarda in Italia il labbro leporino

In Italia si calcola che nascano ogni anno circa 800 bambini affetti da labbro leporino: una incidenza di circa 1,5 casi ogni 1000.

Quali sono le cause del labbro leporino

Labbro leporino foto

Purtroppo, attualmente non sono ben chiare le cause del labbro leporino, sebbene sia chiaro che a pesare è certamente un fattore ereditario. Di fatti, le statistiche più recenti confermano che nel 20% delle fattispecie si tratta proprio di una condizione di natura ereditaria, considerato che sono presenti in famiglia anche altri individui che hanno la stessa malformazione, o la schisi del palato.

E nel restante 80% dei casi? Per i quattro quinti che non sono interessati da fattori ereditari, sembra che il labbro leporino sia interessato da una serie di fattori di natura ambientale che hanno giocato un ruolo negativo nella gravidanza e, in particolar modo, nei suoi primissimi mesi, quando avviene il processo di saldatura. Tra le determinanti imputate di aggravare il rischio di labbro leporino i farmaci, le infezioni virali, il fumo, l’alcol).

Come prevenire il labbro leporino

Se quanto sopra è risultato essere chiaro, lo stesso dovrebbe essere per quanto concerne le metodologie di prevenzione. In linea di massima, infatti, i ginecologi suggeriscono alle donne una terapia con acido folico durante le prime settimane di gravidanza (l’acido folico è d’altronde utile anche per prevenire altri pregiudizi, come ad esempio la spina bifida). Il trattamento va eseguito il prima possibile (preferibilmente, anche prima del concepimento), poichè superato il secondo mese la terapia non sarà più efficacia a causa del fatto che l’eventuale malformazione si sarà già verificata.

Quando viene diagnosticato il labbro leporino

Il labbro leporino può essere diagnosticato attraverso un’ecografia prenatale che viene effettuata durante le ordinarie visite di natura ginecologica in gravidanza, a partire dalla dodicesima settimana. Una diagnosi precoce permette infatti non solamente di consentire ai genitori di prendere coscienza con anticipo del problema, quanto anche contattare degli specialisti che interverranno per correggere – come di seguito riportato – il problema stesso.

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Come curare il labbro leporino

labbra leporino

L’unico modo per poter curare il labbro leporino è intervenire con un’operazione di chirurgia plastica o maxillo facciale, appena il bimbo avrà compiuto almeno 45-60 giorni. Intorno ai 4-5 anni, si procederà inoltre a una revisione e una correzione dell’intervento originario.

Ad ogni modo, gli interventi correttivi tardivi, intorno ai 4-5 anni, sono in grado di interessare solo una piccola quota di bambini, per i quali sarà necessaria – appunto – una nuova operazione per poter migliorare la fonazione. Le correzioni successive di labbro e naso, possono essere necessarie in epoca prescolare o dopo la pubertà, a seconda della gravità delle condizioni.

Labbro leporino e allattamento

Di norma, i neonati che sono caratterizzati da labbro leporino non hanno alcun problema di alimentazione, e dunque possono essere allattati come accade per qualsiasi altro bambino che non è interessato da tale pregiudizio. Un discorso a parte è invece valido per i bimbi che sono affetti da palatoschisi e labiopalatoschisi, che potrebbero avere delle difficoltà nella suzione dal capezzolo a causa dell’apertura del palato, che impedisce la generazione di quel vuoto che è necessario per poter garantire una suzione realmente efficace.

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Ad ogni modo, anche in questo caso è bene considerare come vi siano numerosi elementi di correzione del disturbo, che potrebbero garantire al bambino un’alimentazione corretto (si può ad esempio utilizzare un biberon particolare o un tiralatte, o ancora delle placche che comprimono la tettarella e rendono più facile la suzione).

Per maggiori informazioni

Naturalmente, per poter disporre di maggiori informazioni vi chiediamo di consultare il vostro medico di fiducia, che vi metterà in contatto con degli specialisti in grado di trattare adeguatamente il problema prima che questo possa pregiudicare la vita del vostro bimbo in maniera negativa.