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Gravidanza gemellare, come arrivare preparate al parto!

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La gravidanza gemellare è una gravidanza che possiede particolari caratteristiche, in grado di generare qualche dubbio e interrogativo nella madre. Ma cosa accade, esattamente?

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In linea di massima, nel corso di una gravidanza gemellare la parete dell’utero è sottoposta a una tensione maggiore, considerato che gli “ospiti” del ventre materno sono, in realtà, due. Questa particolare situazione innesca contrazioni e parto – di solito! – prematuramente rispetto a quanto avviene nella normalità, tanto che, se non vi sono segni di sofferenza nella mamma o nei bambini, l’evento può arrivare tra la 36ma e la 37ma settimana di gestazione, contro la 38-39ma settimana “ordinaria”. Vi sono inoltre altri fattori che possono indurre a un parto pretermine. Si pensi alla distensione della muscolatura dell’utero o alla perdita precoce delle acque.

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A fronte di questo scenario che potrebbe essere maggiormente penalizzante per la madre, si verifica tuttavia la possibilità di poter andare incontro a un travaglio più rapido di quello singolo, nella misura di circa il 20-25%. Pertanto, se dovete andare incontro a un parto gemellare, tranquillizzatevi: non solo non sentirete il doppio del dolore (come invece molte temono) ma, in aggiunta, il tutto avverrà più rapidamente.

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In ogni caso, tenete necessario che nella maggior parte dei casi non è necessario anticipare il congedo di maternità, a meno che non insorgano patologie che impongono alla futura mamma riposo assoluto. È pur vero che – secondo quanto affermano le odierne leggi – si può lavorare addirittura fino al termine dell’ottavo mese, ma è ben difficile che la donna che dovrà affrontare un parto gemellare possa lavorare fino a quel termine, visto e considerato che portare in grembo due bimbi comporta anche una fatica maggiore.

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Una volta nati (congratulazioni!) è normale che i gemellini pesino meno di un bambino che è cresciuto da solo nel ventre materno. È del tutto ordinario: basti considerare che i gemellini sono due, e che generalmente nascono prima delle 40 settimane, considerate “canoniche”. A causa del ritardo della crescita, infatti, alcune ricerche mediche indicano nel 27% il peso medio in meno rispetto a un bambino singolo.

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Tornando alla tipologia di parto, questa dipenderà dalla presentazione dei due bambini o, se preferite, dalla posizione all’interno della pancia della mamma (individuabili mediante ecografia e visita ginecologica). Il vostro medico studierà se sia meglio… lasciar fare alla natura, o intervenire chirurgicamente. Di norma se i due bambini sono cefalici (cioè, posizionati correttamente a testa in giù, come avviene nel 50% dei casi) si fa nascere il primo e poi si controlla che il secondo sia rimasto in posizione, prevedendone la nascita nell’ora successiva.

È comunque ancora possibile un parto naturale se il primo è cefalico e il secondo podalico. Se invece il primo gemello è in posizione non idonea, generalmente è consigliabile intervenire con il parto cesareo.

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