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Don’t shake the baby, ecco perché i bimbi NON vanno mai scossi!

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Si chiama Don’t shake the baby (ovvero, Non scuotere il bimbo) ed è un progetto particolarmente importante, a cura della Prof.ssa Cinzia Magnani realizzato grazie alla collaborazione tra Associazione Colibrì, Ausl e Azienda ospedaliero-Universitaria di Parma con il contributo di Comune di Parma e Fondazione Cariparma, che si propone di informare tutti i neo genitori sui corretti comportamenti da tenere di fronte a un pianto prolungato e insistente del neonato, al fine di prevenire – in maniera più specifica la c.d. “sindrome del bambino scosso”, che può potenzialmente portare a gravi danni.

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In altri termini ancora, il progetto cerca di raggiungere il meritevole scopo di informare i genitori, i nonni, le baby sitter e più in generale tutti coloro i quali si occupano dei neonati, al fine di informare loro con i giusti comportamenti da tenere nei momenti in cui si ha che fare con una crisi di pianto del neonato. Crisi piuttosto comuni, che spesso conducono i genitori davanti a un grande interrogativo: cosa fare del proprio bimbo che si agita e si dispera? Come rapportarsi con il proprio neonato che continua a piangere a dimenarsi?

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La prima risposta che va data ai genitori è che il pianto del neonato non è un rimprovero che il bimbo fa all’adulto e, dunque, la persona che tiene il neonato tra le braccia non si deve sentire accusata. Allontanate pertanto i sensi di colpa e l’impressione di inadeguatezza e, di contro, cerchiamo di comprendere che il pianto è solamente il mezzo di comunicazione che il bimbo ha per esprimersi, considerato che – come risulta evidente – non potrà comunicare con le parole. Ebbene, rispetto al pianto del neonato la risposta più immediata del genitore è quella di cullare il bimbo.

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Attenzione, tuttavia, a come lo si fa. Quando si culla il bambino è bene farlo con grande dolcezza, evitando che lo scuotere il bimbo possa generare eventuali danni. I neonati non vanno infatti cullati energicamente e lungamente, considerato che i muscoli del loro collo sono ancora molto deboli, e bruschi movimenti del capo in avanti e all’indietro potrebbero dunque causare dei danni, come le lesioni irrimediabili al sistema nervoso, disabilità motorie e intellettive, convulsioni e altro ancora.