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Alimentazione

Acido folico, l’importanza della vitamina B9 in gravidanza

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Si chiama vitamina B9, ma è più frequentemente conosciuta dalle future mamme come acido folico. Ed è, in effetti, uno dei migliori alleati proprio delle donne in gravidanza o c he stanno programmando la dolce attesa, visto e considerato che permette di prevenire lo sviluppo di malformazioni nel sistema nervoso centrale del feto, come ad esempio i difetti del tubo neurale.

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Non è certamente un caso che di tutto ciò – e tanto altro – si sia recentemente parlato nel corso del convegno “Stili di vita, corretta alimentazione in gravidanza e prevenzione delle patologie congenite”, organizzato a Expo2015 dal Ministero della Salute. “Tutte le donne che pianificano una gravidanza o non la escludono dovrebbero iniziare ad assumere acido folico in quantità di circa 0,4 milligrammi al giorno” – dichiara in proposti proposito Paolo Salerno, ricercatore del Centro nazionale malattie rare dell’Istituto superiore della sanità – “Va assunto fino al terzo mese di gravidanza, quando si verifica la chiusura del tubo neurale. La vitamina B9 permette di prevenire lo sviluppo nel neonato di gravi malformazioni del sistema nervoso centrale, tra cui la più nota è la spina bifida”.

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L’integrazione disposta dal medico è in questo caso fondamentale, visto e valutato che la dieta mediterranea – pur ricca di acido folico – da sola non basta ad apportare tutto il fabbisogno giornaliero di folati di cui il corpo ha bisogno, specialmente se si è in procinto di entrare in gravidanza. Pertanto, durante la gravidanza (ma non solo) sarebbe opportuno cercare di integrare l’apporto attraverso l’assunzione di pasticche che possono essere facilmente acquistate in farmacia.

Sempre in tal senso, ricordiamo che durante la gravidanza il fabbisogno giornaliero di folati può aumentare per donna a 0,6 mg al giorno, considerando che il feto attinge alle risorse materne per il proprio sviluppo.