La sala parto del reparto di ostetricia e ginecologia dell'ospedale Sandro Pertini di Roma, 10 febbraio 2013.
ANSA/ TERESA CARBONE
Primo Piano

Terni, mamma morta dopo il parto: sequestrata la cartella clinica e disposta l’autopsia. La donna, 38 anni, aveva subito un cesareo

 

Sarà l’autopsia a fare piena luce sulle cause esatte del decesso di Silvia Barcherini. La donna morta dopo il parto per un’emorragia all’ospedale Santa Maria di Terni. L’esame autoptico verrà eseguito all’istituto di medicina legale del Santa Maria dal medico legale Silvestro Mauriello dell’università di Roma Tor Vergata, presumibilmente alla presenza di un consulente nominato dai familiari della 39enne. La donna, una 38enne di Amelia, era arrivata in ospedale il 10 agosto scorso perché le si erano rotte le acque. Purtroppo i monitoraggi hanno evidenziato che il bambino stava manifestando una sofferenza neonatale e i medici hanno dovuto procedere con un parto cesareo in urgenza per scongiurare ogni pericolo per il bambino, che ora sta bene. La madre, a distanza di 12 ore dal parto, ha avuto uno shock da emorragia diffusa multiorgano, che ha richiesto l’intervento dell’équipe di chirurgia generale che ha provveduto ad asportare anche la milza. (Continua dopo la foto)

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La donna tuttavia non si è ripresa ed è stata ricoverata in gravi condizioni nel Reparto di Rianimazione dove è deceduta. Apparentemente l’emorragia sopraggiunta il giorno successivo al parto non ha nulla a che vedere con il parto cesareo stesso, ma solo l’autopsia, già richiesta, potrà fornire ulteriori elementi per chiarire le cause che hanno determinato la morte della donna. (Continua dopo le foto)

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L’ufficio denunce della questura ha ricevuto l’esposto della famiglia di Silvia giovedì sera, qualche ora dopo che la giovane mamma aveva detto addio alla sua breve esistenza piena di speranze, pronta ad accogliere con infinito amore quel bimbo tanto atteso. Su disposizione del magistrato inquirente, Raffaele Iannella, gli agenti della Mobile hanno sequestrato la cartella clinica della giovane mamma. Carte che sono state rimesse alla Digos, che lavora su delega della procura. Un fascicolo senza ipotesi di reato e senza indagati, aperto su impulso di familiari senza più lacrime che chiedono di fare chiarezza su quel che è accaduto. L’obiettivo è chiarire le cause della morte della giovane mamma.