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Gossip

“Sono affari miei!”. Archiviato Francesco Renga, Ambra Angiolino sbotta. I figli Yolanda e Leonardo sono le uniche cose che contano

 

“Ho imparato che devo essere la prima persona che si rivolge un sorriso al mattino. Ho sempre aspettato che la prima parola d’amore delle mie giornate arrivasse da fuori, ed è sbagliato. Ora lo faccio io e funziona. Sono più amorevole nei miei confronti, ho iniziato a pensare che posso meritare le cose belle che ho. Prima non era così: ho vissuto una vita col terrore che gli altri si accorgessero che non meritavo niente. Ora ho capito che invece sono molto meglio di quello che ho sempre pensato di me”. Ambra Angiolini apre il suo cuore al settimanale Oggi e racconta com’è la sua vita dopo la rottura con Francesco Renga. Dopo un periodo nero e molto complicato, è finalmente serena e ha fatto pace con se stessa. A settembre sarà a teatro con La guerra dei Roses, regia di Filippo Dini. Nei mesi scorsi era salita agli onori delle cronache rosa per la sua crisi con il compagno Lorenzo Quaglia. E così, dopo la travagliata fine della sua storia d’amore con il cantante Renga, sembrava che anche la relazione con l’agente e modello, che le aveva fatto tornare il sorriso, si fosse definitivamente rotta. La sua situazione sentimentale ora? Sono “affari suoi”, dice. “Io posso fare mille cose, ma mi chiedete sempre se sono fidanzata. Io però oggi so cosa non voglio più e da cosa non voglio essere consumata. Sono affari miei, non mi faccio più raccontare da quattro foto che escono su un giornale. Potete pensare quello che volete, ma quello che è, e con chi, lo so io”. Insomma, vuole tenere per sé la propria vita privata. (Continua dopo la foto)

ambradentroAmbra parla anche del suo essere mamma e di come la cronaca di queste settimane (il Blue Whal, prima di tutto) l’abbia fatta ragionare molto sull’educazione da dare a Yolanda e Leonardo, 13 e 11 anni: “La depressione, il suicidio, come gli stupratori e i pedofili ci saranno sempre. La sola cosa che si possa fare per non vivere ossessionati ed evitare di crescere essere umani intimoriti di tutto, è fidarsi dei figli. E ti puoi fidare di loro solo se ci lavori tanto”. (Continua dopo le foto)

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E conclude: “Se so che dialogo ho con mia figlia, so che per l’80 per cento posso stare a casa e preparare la cena, aspettando che torni. Il 20 per cento che manca non riesco neanche a pensarlo, ma quello non si può gestire. Io da ragazzina ero strasicura di quello che dovevo fare per non tradire la fiducia dei miei. Ho iniziato a lavorare a 13 anni, mi sono capitate anche situazioni… Ma sapevo che lo sporco che mi sarei messa addosso sarebbe stato così ingestibile”.