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Sei sicura che a te non capiti? Una donna su 5 spiata dal proprio partner. Come fare a proteggersi

 

Non pensate che siano cose che capitano solo alle altre: fidanzati ficcanaso. Mogli impiccione. Mariti curiosoni. E così via. Uno studio dell’università della British Columbia ha stabilito di recente che una persona su cinque ha subito un accesso fraudolento al proprio profilo Facebook o alla propria mail. Da parte del proprio partner.
L’indagine ha portato i ricercatori a condurre un sondaggio su oltre 1.300 statunitensi adulti, domandando loro se avessero mai sbirciato il profilo di un parente o di un partner come marito o fidanzato.

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Bene, a quanto pare uno su cinque, il 24%, ha risposto in maniera affermativa. Viceversa, quando è stato loro chiesto se avessero avuto l’impressione che il proprio account fosse stato in qualche modo penetrato da qualcuno dei propri “amati”, il 21% ha risposto positivamente. ll problema, almeno secondo gli esperti di sicurezza, ruota senz’altro intorno alla pessima abitudine di non sloggarsi, cioè di non disconnettere il proprio account dopo ogni sessione lasciandolo collegato nel browser o nell’app di un dispositivo personale. Magari su uno smartphone o un computer a loro volta apertissimi perché non protetti da password, codice o Touch ID.

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La sbirciata veloce, insomma, magari indirizzata in particolare alle conversazioni, è spesso un gioco da ragazzi nei confronti di chi non nutra sospetti e lasci il telefono a disposizione e senza protezioni. Prima che hacker, insomma, dovremmo applicare tutti un pizzico di buonsenso per proteggere la nostra privacy. Sì, anche da chi ci sta vicino. Avete visto il film “Perfetti sconosciuti”? Cogliete l’occasione per farlo.