bambini-studio-300x199
Guide e Consigli

Responsabilità dei genitori nei successi scolastici dei figli

 

Possono più le parole di una madre e di un padre che il talento: se un genitore fa capire al figlio che non è portato ma si impegna, quel ragazzo non sarà mai bravo in quella disciplina, perché si convince che non è per lui. I pregiudizi che nutrono i genitori sulle differenti capacità cognitive tra maschi e femmine si trasmettono ai figli, soprattutto alle bambine, e fin dalla più tenera età influenzano la percezione delle loro stesse capacità. Con conseguenze di lungo termine.

(Continua dopo la foto)

esami_quiz

“Lo stereotipo che le bambine sono meno portate dei bambini in matematica è privo di fondamento e smentito dai dati di ricerca, eppure continua a imporsi negativamente sulle bambine” spiega Carlo Tomasetto, professore di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione dell’Università di Bologna.

La percezione dei figli delle proprie abilità matematiche dipende, più che dalle valutazioni dell’insegnante, proprio da quanto pensano mamma e papà i quali vengono visti come “interpreti” di ciò che si sa o non si sa fare. Bisogna stare attenti anche all’interpretazione che diamo di un successo scolastico: attribuirlo al genio o all’impegno fa un’enorme differenza. «Brava Lucia, ti sei impegnata» e «Bravo Luca, tu sei portato» sono messaggi radicalmente diversi da dare a chi ha superato brillantemente una prova scolastica (in caso di insuccesso, è Lucia che non ci arriva, mente Luca non si è impegnato abbastanza).  La bambina penserà che, avendo già messo il massimo impegno, non potrà ottenere di più. Il maschio invece interiorizzerà sicurezza: grazie al talento potrà fare sempre meglio”. Ciò pone la bambina in una condizione di svantaggio ancora prima di iniziare, gli studi essendo condotti nelle prime settimane della prima elementare.

Una realtà non imputabile ai soli genitori: lo squilibrio di genere è evidente nel modo in cui la scienza è rappresentata in società e nei media. Anche nei libri di testo, dove lo scienziato è ancora per lo più maschio. E non aiuta certo la scarsità di figure di scienziate in cui identificarsi: «Da recenti studi americani emerge una correlazione significativa tra l’aver avuto insegnanti donne di materie scientifiche e la scelta delle ragazze di intraprendere una carriera in Scienza, tecnologia, ingegneria e matematica (STEM).