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Primo Piano

“Non ha impedito il ricovero”. Su questa tesi sarebbe costruita la difesa del medico omeopata indagato, insieme ai genitori, per la morte del bimbo con otite

 

A chi si aspettava di ascoltare le ragioni del medico omeopata che avversa la medicina tradizionale e che stava curando coi rimedi alle erbe l’otite del bambino morto all’ospedale di Ancona, è rimasto deluso: è durato meno di meno di mezz’ora la sua deposizione davanti al presidente dell’Ordine dei medici della  provincia di Pesaro; nessuna dichiarazione all’uscita. Non ha nulla da dire? (continua dopo la foto)
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Il dottor Massimiliano Mecozzi, il medico indagato per omicidio colposo per la morte del piccolo Francesco, il bimbo di sette anni curato per un’otite solo con l’omeopatia, era stato convocato per un’audizione dal presidente dell’Ordine. Il suo difensore, Enzo Carrella, ha chiesto di posticiparla di venti giorni, ma Battistini ha concesso uno rinvio di soli 5 giorni, dando tempo al medico di presentare una memoria difensiva. All’uscita Mecozzi non ha risposto alle domande dei giornalisti. Lo ha fatto invece il suo avvocato, sostenendo che, a quanto gli risulta, il professionista non avrebbe mai impedito un ricovero ospedaliero del bambino, come sostengono invece i genitori, coindagati con l’omeopata (continua dopo le foto).

(ANSA) - ANCONA, 13 MAG - Sanità: segnale stradale che indica l'ospedale dei bambini 'Salesi' di Ancona.

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L’avvocato Carrella ha anche smentito che Mecozzi appartenga a qualche setta religiosa. Anche se in passato il medico aveva fatto parte del movimento millenarista il Roveto Ardente. «Il silenzio del mio assistito – ha concluso il legale – è una forma di rispetto verso la famiglia» del bambino. Francesco è morto il 27 maggio per un’encefalite, dopo un intervento chirurgico disperato eseguito dai medici dell’Ospedale pediatrico ‘Salesì di Ancona. Lì era giunto già in coma nella notte fra il 23 e il 24 maggio, dopo un primo ricovero d’urgenza nell’ospedale di Urbino.