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Neonato abbandonato in una discarica: salvato dal pianto poco prima di morire

Sarebbe stato caricato su un camion di rifiuti, il neonato abbandonato in una discarica in Sud Africa, se solo non avesse pianto. A lanciare l’allarme gli stessi operai che hanno sentito i gemiti del piccolo e hanno interrotto le operazioni di carico. Era avvolto in un sacco di spazzatura come se fosse un comune rifiuto e, secondo quanto riportato dagli stessi lavoratori, era stato lasciato lì volontariamente. Da quanto appreso dal loro racconto, il fagottino stava per essere sollevato e portato sul camion quando, grazie al suo pianto, è stato sentito dagli operai e salvato da una morte crudele.

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Abbandonato tra i rifiuti, il piccolo adesso sta bene

La triste vicenda è avvenuta a Verulam, in Sud Africa. I lavoratori della discarica, dopo la scoperta, hanno subito avvisato la polizia giunta sul luogo insieme ai soccorsi che sono intervenuti tempestivamente per pulire il bimbo dai pezzi di rifiuti attaccati alla sua pelle. Subito dopo, il piccolo è stato trasportato in ospedale per essere visitato. Nonostante la tremenda sventura, i medici hanno trovato il piccolo in buone condizioni e adesso sta bene. I media locali riportano che la madre sarebbe stata rintracciata dalla polizia.

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Neonato abbandonato in una discarica, fermata la madre: atteso il Dna

Secondo quanto riferito, la madre, una donna di 31 anni sofferente di depressione e per questo sotto trattamento, avrebbe partorito il bambino nel bagno di casa mentre gli altri figli di 9 e 11 anni erano a scuola e i suoi genitori si trovavano fuori per lavoro. La giovane, colpevole dell’accaduto, è stata accusata di abbandono di bambini e sarà chiamata a difendersi in tribunale. Al momento è stata rilasciata su pagamento di una cauzione, ma il 30 gennaio dovrà apparirà di nuovo di fronte alla Corte. Intanto verrà predisposto l’esame del Dna per verificare se si tratta davvero del figlio della donna fermata il cui nome non è stato svelato per proteggere il bambino ed evitare che si scopra la sua identità.