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Narni, il borgo umbro che ha ispirato Narnia: la gita perfetta con i bambini

Narni

Ricordate “Le cronache di Narnia?”. E se provaste a togliere quella “a” finale? Esatto, Narni. Un borgo bellissimo che si trova in Umbria, in provincia di Terni e che è stato fonte d’ispirazione proprio per il best seller di Lewis. Qui, infatti, basta sollevare gli occhi verso le torri e le case in pietra per avere l’impressione di essere finiti dentro un romanzo d’avventura: vicoli ripidi, archi medievali, piazze raccolte e panorami che si aprono all’improvviso sulla valle del Nera. E poi c’è quel dettaglio che accende la fantasia dei più piccoli: qui “Narnia” non è soltanto il nome di un regno immaginario, ma un’antica denominazione reale. E allora, ecco perché è il posto idele per un gita con i propri bimbi. Scopriamo cosa fare.
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In gita a Narni(a) con i bimbi

Organizzare bene la giornata fa la differenza, soprattutto in famiglia. L’idea vincente? Iniziare con una passeggiata tranquilla nel centro storico (con sosta gelato ben calcolata), proseguire con la visita guidata nei sotterranei per sentirsi veri esploratori, e concludere all’aria aperta tra rocca, belvedere e scorci naturali. Se resta tempo, si può allungare verso il ponte romano e le Mole, ricordando sempre di verificare accessi e regole aggiornate e di tenere i bambini vicino all’acqua.

Un consiglio pratico da genitori a genitori: arrivando in treno si scende a Narni Scalo e si sale al borgo con bus o navetta. Con il passeggino si può fare, ma tra ciottoli e scalinate uno zaino porta-bimbo è spesso più comodo. E i sotterranei? Meglio visitarli quando i bambini sono ancora pieni di energie: 75–90 minuti, nel momento giusto, possono diventare il clou della giornata: questi ambienti ipogei comprendono una piccola chiesa affrescata, cisterne, corridoi e spazi legati al tribunale dell’Inquisizione, inclusa la cosiddetta “Stanza dei Tormenti”.

Narni, la Narnia “vera”: centro storico e atmosfera da fiaba

Per una famiglia, il punto di partenza ideale è il cuore medievale della città. La strada si arrampica tra ulivi e boschi, mentre in basso scorre il fiume Nera. È l’occasione perfetta per far notare ai bambini come cambia il paesaggio e come i borghi medievali venissero costruiti in posizione strategica.

Nel centro storico si incontrano luoghi simbolo come la Cattedrale di San Giovenale, con la sua facciata romanica impreziosita da un portico quattrocentesco; la cripta che custodisce le reliquie del patrono, più raccolta e suggestiva; il Sacello di San Giovenale e Cassio, piccolo spazio interno decorato con mosaici antichi. E poi la torre campanaria, tra scalinate scavate nella roccia e passaggi stretti, il Palazzo dei Priori, il Palazzo del Podestà e la Loggia attribuita al Gattapone. Un elemento che rende tutto ancora più affascinante? L’antico nome latino della città era Narnia. Ed è proprio questo nome che colpì l’immaginazione di C. S. Lewis, autore de “Le Cronache di Narnia”. Grande conoscitore del latino e della storia romana, scoprì il nome “Narnia” su un vecchio atlante. Il suono lo colpì profondamente: melodioso, evocativo, misterioso. Non visitò mai la città umbra, ma quel nome rimase nella sua memoria fino a trasformarsi nel regno incantato delle sue storie.

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