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Bambino

Monitor che controllano respiro e movimenti dei neonati? Ecco perché se il bimbo è sano, fanno male

 

I neogenitori sono spesso parecchio apprensivi e per tacitare le ansie tanti ricorrono a uno dei baby monitor disponibili in commercio, magari scegliendo fra i più iper-tecnologici con sensori da indossare sotto forma di calzino, braccialetto o sulla tutina, in grado di registrare frequenza cardiaca e respiratoria, movimenti, ossigeno nel sangue. Un articolo pubblicato sul Journal of the American Medical Association sottolinea però che molti di questi strumenti non garantiscono benefici reali e provati attraverso studi scientifici, almeno nei neonati sani.

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La pubblicità promette ai genitori la certezza di controllare ogni attimo la salute cardiorespiratoria dei figli. In realtà non ci sono prove che questi strumenti per uso domestico, ovviamente diversi da quelli impiegati in clinica per i piccoli con problemi, siano accurati o addirittura in grado di salvare la vita ai neonati. Possono invece provocare paure e dubbi inutili. Con l’aiuto della tecnologia oggi è effettivamente possibile tenere occhi e orecchie fissi sul nuovo nato: i monitor più diffusi consentono di osservare i piccoli anche quando non si è nella stessa stanza, in un «grande fratello» a uso familiare che può rivelarsi talvolta utile a patto di non credere che questi strumenti siano custodi infallibili o che possano realmente e sempre sostituirsi all’occhio della mamma.

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Una lettura anomala, per esempio una riduzione temporanea della saturazione di ossigeno nel sangue che si risolverebbe da sola senza dare problemi, può portare i genitori a credere che ci sia necessità di andare in pronto soccorso ed esporre il bimbo a esami del sangue, radiografie o perfino ricoveri inutili.