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Storie di vita

Mamma scrive lettera ai bulli: “Non sapete cosa ha passato mio figlio”

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Spesso il bullismo ferisce l’animo dei più piccoli e dei più deboli in maniera persistente. E spesso ferisce non solamente i protagonisti diretti di queste angherie, ma anche i genitori e tutte le persone che si trovano indirettamente coinvolte in situazioni davvero deprecabili.

Fortunatamente, c’è chi vuole rompere il muro di omertà che spesso è legato al bullismo, e desidera reagire per il bene dei propri cari: è quel che ha fatto MaryAnn Parisi, una mamma americana del Connecticut, che ha scritto una toccante lettera ai bulli che perseguitano il figlio, domandando loro di rispettarlo perché non sanno cosa ha vissuto nella sua vita.

La donna si è presto resa conto che il figlio Michael, di 11 anni, era da tempo vittima delle pressioni dei bulli. E quando le insegnanti le hanno confermato quel che stava accadendo, ha rotto ogni indugio ed ha pubblicato su Facebook una bella lettera.

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Nella missiva MaryAnn spiega che il bimbo è venuto al mondo dopo sole 26 settimane di gestazione. Prematuro di 3 mesi, la donna spiega poi che non è la sua mamma biologica ma che, comunque, si sente “sua madre”.

La mamma spiega poi che

abbiamo tutti dei bambini nelle nostre vite in un modo o nell’altro… Anche i migliori hanno momenti di insicurezza e debolezza. Forse conoscere il loro passato può fare la differenza, bisogna insegnare e mostrare perché sono diversi. A volte conoscere è imparare e crescere…

Michael è nato di 26 settimane. Io non sono la madre biologica, ma in ogni altro modo, io sono sua madre. Ha passato i primi 3 mesi della sua vita lottando per sopravvivere. Ospedale, trasfusioni di sangue, ecc. Sua madre lo ha abbandonato 3 mesi più tardi ed è sopravvissuto a numerosi altri problemi di salute per diventare forte e sano: non ha imparato a parlare fino all’età di 3 anni, a camminare molto più tardi e non ha avuto i denti fino al suo primo compleanno.

E’ sempre stato indietro, ma lui amava. Oh come ha amato. Non c’è cosa più bella del suo sorriso…Mi sforzo di essere come lui ogni giorno…

Prendendo a calci la sua sedia, chiamandolo stupido e brutto significa non rispettare lui e la sua vita.