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“L’educazione civica tornerà a scuola”. Da anni l’insegnamento era sparito ma adesso tutto sta per cambiare: l’annuncio che molti attendevano

 

Introdotta nella scuola statale da Aldo Moro, nel 1958 è diventata materia curricolare, subendo negli anni trasformazioni continue nell’intitolazione, nei contenuti e nella collocazione. La verità è che l’insegnamento dei diritti e doveri dei cittadini italiani non è mai diventato una vera e propria materia scolastica. La sistemazione attuale fu voluta dal ministro Gelmini, che con la legge 169 del 2008 tentò la sintesi tra il termine internazionalmente accreditato di «Cittadinanza» e i documenti del fondamento istitutivo della Repubblica italiana. Oggi non è una “materia” (o “disciplina”, in gergo ministeriale), con un quadro orario definito, ma “una sorta di filo rosso che attraversa le discipline, un insegnamento rimesso a docenti di area letterario-umanistica”, spiega Carmela Palumbo, a capo della Direzione generale per gli ordinamenti scolastici del Miur. La notizia di queste ora potrebbe cambiare tutto: le scuole torneranno a insegnare l’educazione civica. (Continua dopo la foto)

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Lo annuncia in un video il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli insieme a Simona Flavia Malpezzi, Responsabile Dipartimento Scuola PD.  “Ho incontrato i ragazzi, abbiamo discusso molto a fondo – ha spiegato Fedeli in un video condiviso sulla pagina Fb del Partito Democratico – entro dicembre implementeremo il percorso di apprendimento della Costituzione italiana, delle regole europee e delle convenzioni internazionali”. L’obiettivo è, come spiega Malpezzi, “potenziare l’insegnamento dell’educazione civica o di cittadinanza e costituzione all’interno delle scuole”.(Continua dopo le foto)

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Nei giorni scorsi la presidente della Camera dei deputati Laura Boldrini e la ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Fedeli hanno presentato a Roma #BastaBufale, il primo progetto di educazione civica digitale per il contrasto delle fake news destinato alle studentesse e agli studenti delle scuole secondarie di I e II grado.