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La piccola Anita, morta a sei mesi, rivive attraverso una Fondazione

Spesso dal dolore nascono grandi atti di solidarietà, come a voler restituire al mondo un bene, una felicità della quale si è stati, ingiustamente privati. È ciò che hanno fatto i genitori di Anita Chiarini, che alla fine di novembre si è spenta a soli sei mesi, nonostante il costante lavoro dei neonatologi e del personale sanitario di Arezzo.

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I coniugi Chiarini sapevano che non c’era molto da fare, ma sono rimasti sorpresi dell’umanità e della professionalità trovata in ospedale: «Lo spirito con cui medici e operatori sanitari dei due reparti ci hanno accompagnato in questa storia disperata ci ha convinto a metterci in gioco per aiutare altri bambini – ha spiegato Andrea Chiarini – abbiamo visto gente che è andata oltre gli orari di lavoro, donando umanità e professionalità. Per questo meritano la gratitudine e il sostegno di tutti».

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La dolorosa esperienza, unita alla gratitudine per quei professionisti tanto devoti ad Anita, ha convinto i genitori a trasformare la sofferenza in forza e creare una fondazione per aiutare altri bambini ricoverati all’Ospedale San Donato di Arezzo. «Le donazioni contribuiranno all’acquisto di una nuova incubatrice, alla realizzazione di una stanza relax per i genitori che hanno i loro bimbi ricoverati e ad altri progetti che serviranno a migliorare ulteriormente i servizi offerti- ha raccontato Anna Chiarini su Facebook- Così come Anita ha potuto usufruire di tante attrezzature donate al reparto, ci sembra doveroso contribuire a nostra volta e chiediamo a tutti voi di darci una mano».
A nome di Anita ci sarà anche un sentiero del Club Alpino Italiano, che inizierà da Casali di Santa Firmina e si svilupperà intorno a Lignano. Il sentiero nasce dalla grande passione di Andrea per l’alpinismo e dal desiderio di rendere immortale quella bimba scomparsa troppo presto.

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