Ittero alla nascita e favismo: in quali casi il bambino sviluppa la malattia

 

Al momento della nascita molti bambini soffrono di un leggero ittero neonatale che nel giro di pochi giorni, di solito, scompare. Se l’ittero persiste, però, consigliamo di controllare con sollecitudine i livelli di birilubina. E non lasciatevi convincere che questa persistenza sia del tutto normale. Potrebbe esser il segnale di un deficit importante.

(continua dopo la foto)

itero

Potrebbe essere sintomo del deficit di un enzima, glucosio-6-fosfato-deidrogenasi, essenziale per la vitalità degli eritrociti e in particolare per i processi ossidoriduttivi che in essi si svolgono che causa il favismo. Le fave sono una leguminosa che dà i suoi frutti a primavera che ha numerosi benefici per la nostra salute tuttavia risulta molto pericolosa per le persone che hanno il deficit G6FD. Infatti ingerire fave può scatenare una infezione nel bambino con conseguente crisi emolitica.La carenza di questo enzima provoca un’improvvisa distruzione dei globuli rossi (emolisi) e quindi la comparsa di anemia emolitica con ittero, quando il soggetto che ne è carente, ingerisce fave, piselli, Verbena Hybrida varie droghe vegetali o alcuni farmaci. Si tratta di favismo.

Consiglio Se il bambino ha un ittero persistente alla nascita, meglio far controllare i livelli enzimatici perché scoprire di essere affetti da deficit G6FD può essere molto pericoloso. Succede che dopo 12-48 ore dall’aver mangiato fave o piselli o aver assunto alcuni farmaci specifici si abbia una crisi emolitica.

Sintomi

  • Improvvisa insorgenza di febbre e di ittero della cute e delle mucose.
  • Urine ipercolorate, giallo-arancione.
  • Pallore, debolezza, compromissione delle condizioni generali.
  • Respiro frequente, difficoltoso.
  • Polso rapido, debole, poco apprezzabile

fave-e-piselli-

Cosa fare

  • La comparsa improvvisa di ittero e di anemia in un bambino è sempre una situazione di emergenza che richiede l’immediato intervento del pediatra e il ricovero in ospedale. La mamma deve astenersi da qualsiasi iniziativa (soprattutto non somministrare farmaci di nessun tipo).
  • Sforzarsi di ricordare tutti gli alimenti o i farmaci che il bambino ha assunto nelle ultime 24-48 ore e riferirli al pediatra.