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Donna

“Innamorato come un ragazzino”. Chi conosce Luca Barbarossa lo descrive così: a 57 anni il cantante torna sul palco del festival di Sanremo con una canzone dedicata proprio a lei.

 

Un amore che dura da un paio di decenni ed è più forte che mail. Tanto che Luca Barbareschi alla moglie ha dedicato la canzone Passame er sale, che ha portato al Festival di Sanremo 2018. Un brano in dialetto romanesco che per il cantante è un bilancio dell’esistenza. “In genere si racconta l’amore che nasce o quello che finisce, qui c’è la fase della crescita. Parlo a mia moglie con cui sto da circa 20 anni” ha puntualizzato Barbarossa al Corriere della Sera. A Tv Sorrisi e Canzoni ha aggiunto: “Questa canzone parla d’amore. Non quello che si vive nella fase dell’innamoramento, ma quello che ci accompagna per tutta la vita in un crescendo di sentimenti. Quello profondo, che attraversa i momenti più difficili. Quello dell’allontanamento e dei riavvicinamenti, che resiste ai figli che crescono e al tempo che passa”. Sua moglie si chiama Ingrid ed è di nazionalità francese. I due hanno tre figli: Valerio, Flavio e Margot che sono ancora adolescenti. (Continua dopo la foto)

LUCAdentroLa loro storia è nata con un vero colpo di fulmine: i due si sono conosciuti ad una festa a Parigi. Al momento del primo incontro, la donna non era a conoscenza della popolarità del cantante: pensava fosse un ragazzo come tanti altri. Solo quando è venuta a trovarlo a Roma si è resa conto che il suo primo giudizio era completamente errato e ha ben compreso la fama di Barbarossa. E l’amore non è di certo scemato, anzi, si è rafforzato sempre più tanto che, due anni dopo il primo incontro, i due si sono sposati nella Capitale d’Italia. Una volta diventata la signora Barbarossa, Ingrid ha lasciato la Francia e il lavoro come amministratrice di una catena di negozi Dolce e Gabbana a Parigi per trasferirsi e creare una famiglia in Italia.(Continua dopo le foto)

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vip Luca Barbarossa al mare
Il 9 febbraio, in concomitanza con la partecipazione al Festival, per il cantautore – che nel 1992 si accaparrò la vittoria con Portami a ballare – è previsto il lancio Roma è de tutti, nuovo album in cui utilizza la lingua parlata per le strade della capitale per narrare storie di quartiere, ma universali. E sul festival ha detto: “Fino al mio debutto, nel 1981, non avevo mai seguito il Festival: avevo 19 anni, ero un musicista di strada, quello era un mondo totalmente nuovo per me. Cantai Roma spogliata, il che fa di me un maniaco ossessivo, visto che torno con un disco in romano!”.