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Papà

“Il mio papà? Beh, lui in casa…”. Paolo Bonolis, eterno Peter Pan: il famoso conduttore a cuore aperto parla del rapporto coi tre figli Silvia, Davide e Adele

 

“A 56 anni è difficile rintracciare lo stupore della prima volta. Però non smetto di cercarlo. Se uno di 56 anni vede tutto come stupefacente, probabilmente qualche stupefacente lo ha preso (ride, ndr). Oggi mi riesco a stupire davanti a un film, a una rappresentazione teatrale o a una meraviglia della natura. Sopra ogni cosa mi stupiscono i comportamenti che segnano le tappe di crescita dei miei figli. Ultimamente mi ha colpito sentire la voce di mio figlio Davide che sta cambiando. Mi stupiscono i sentimenti… Ma il mio è uno stupore soggettivo, quello che colpisce nell’anima. Nel bambino è oggettivo e colpisce per prima cosa gli occhi. Mi auguro di stupirmi ancora così, prima di tirare le cuoia!”. Paolo Bonolis a tutto campo in una lunga intervista concessa al settimanale Oggi. Il conduttore di “Chi ha incastrato Peter Pan?” miete successi in continuazione e tra i primi tifosi, spesso in studio ad applaudirlo, ci sono proprio i suoi tre figli Silvia, Davide e Adele. Alla domanda su che tipo di padre sia risponde semplicemente “uno che vuole bene ai suoi figli!”. (Continua dopo la foto)

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Entrando nel dettaglio dei suoi rapporti con loro, Bonolis spiega: “Mi rivolgo ai miei figli cercando di far capire che per il momento c’è qualcuno che decide per loro e voglio che comprendano queste decisioni per poi prendere in mano la loro vita. Con mio figlio Davide parliamo di cose da maschi, facciamo molto sport insieme; con Silvia abbiamo un altro tipo di rapporto che è più fisico: ci amiamo, ci abbracciamo. Lei ha un senso dell’umorismo spiccatissimo. Con Adele, la più piccola, parliamo molto anche di cose inaspettate per la sua età. Ha una curiosità tale che si avvicina a qualsiasi argomento e a volte è spiazzante. Cerco di concederle poco per quanto riguarda il web e la tecnologia perché non posso pretendere che i miei ragazzi non appartengano al loro tempo, ma vorrei che avessero una disponibilità all’esperienza non solo filtrata da internet o da un meccanismo tecnologico”. (Continua dopo le foto)

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E ancora: “Vorrei che fossero capaci di cavarsela non solo nelle difficoltà, ma anche nei rapporti interpersonali. Cerco di camminare sulle uova perché questa generazione pretende cose che per la mia erano inimmaginabili. Diciamo che cerco di dare le giuste proteine, vitamine e sali minerali per una corretta alimentazione anche dell’anima e della cultura”. Infine, è la piccola Adele a fare una battuta sul papà: “È un bambino quando guarda le partite dell’Inter perché urla. Lo sentiamo fino al piano di sopra e si arrabbia tantissimo se l’Inter perde”.