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“Ho congelato i miei ovuli, sarò mamma quando vorrò”. La scelta di Marta

 

“Ho potuto frequentare uomini senza la fretta di dover trovare subito quello giusto a tutti i costi. Così a 42 anni ho trovato l’uomo del quale mi sono innamorata e che ora è il mio compagno. Ora me li faccio reimpiantare”. E’ la storia di Marta che ha fatto ricorso alla crio-conservazione, facendosi estrarre gli ovociti quando aveva 35 anni.

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Le donne hanno una fertilità a tempo: il massimo fino a 25 anni, poi gli ovociti femminili, al contrario di quelli maschili, sono in numero finito, e tendono a diminuire e impoverirsi, deteriorandosi, dopo i 30 anni. Ecco la scelta di alcune donne che non rinunciano a scegliere un figlio ma scelgono quando farlo. A quel punto con gli ovuli di loro da giovani. “Mi spaventava l’idea che col passare degli anni potessi andare incontro ad una malformazione di mio figlio, a delle complicanze per me e per mio figlio durante la gravidanza e al momento del parto” dice Marta. E succede perché gli ovuli (non la donna in sé) sono “vecchi”.  “E allora ho scelto di farmeli prelevare finché ero giovane”. Una prassi che comporta uno stress fisico e anche economico:

ovociti“ Per congelare settanta ovuli mi sono dovuta sottoporre a vari cicli di iniezioni ormonali e a diversi prelievi. Ci sono stati un po’ di fastidi fisici, ma ne vale la pena perché poi puoi tornare alla tua vita, con una polizza sulla maternità. Alcuni dicono che così si procrastina all’infinito la maternità. La mia esperienza dice il contrario.

“Non voglio diventare mamma a 60 anni ma arrivarci solo con maggiore consapevolezza. Ho sempre sognato di diventare madre, avere una famiglia. A trent’anni sono stata al fianco di un uomo che non voleva figli, poi ne ho frequentato un altro dal quale ho capito di non essere io a volerne. E intanto sentivo il tempo scorrere. Congelare gli ovuli ha scacciato via la mia paura di perdere la possibilità di essere madre un giorno”.