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“Guadagno 200 euro in 2 ore e mi sento tanto una diva”. Dice alla mamma che va a studiare da un’amica e invece… Gioventù 2.0 (bruciata)

 

“Nel tempo diventa uno stile di vita, un mondo parallelo per sentirti apprezzata e per giocare, parlare, misurare le tue potenzialità”. A parlare è una ragazza che, da quando aveva 16 anni, conduce una vita parallela in chat, nelle pericolose stanze virtuali, postando video o immagini erotiche e collezionando migliaia di ‘like’. Per Francesca (nome di fantasia) non c’è nulla di male nel mostrare il proprio corpo a una telecamera, pur sapendo che dall’altra parte dello schermo ci sono centinaia di spettatori.

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foto hard4Per voi protagoniste non c’è nulla di male nel mostrare i vostri corpi?
«In realtà c’è molto di più dietro e ognuna di noi lo fa per motivi diversi. C’è uno stile di vita, la voglia e la necessità di piacere, di sentirsi ammirate, cercate. Per esempio io faccio parte di una ‘stanza’ alla quale si ha accesso scaricando una app dal telefonino e che vede, come colleghe virtuali, casalinghe, giovani mamme, imprenditrici o studentesse».

Quali ambienti scegliete di solito?
«Dipende dal video. Per i nudi si sceglie la camera da letto, ma le studentesse prediligono i bagni delle scuole, i parchi o i corridoi».

Perché e quando ha deciso di entrare?
«Due anni fa ero a Roma e, in quell’occasione, ho visto un documentario sul sesso virtuale. Sono entrata in contatto con il sito e mi è venuta voglia di capire come funzionasse: si è spalancata una porta che non conoscevo. Le persone hanno iniziato a cercarmi, mi scrivevano che sentivano la mia mancanza. Da quel momento ho deciso di continuare ed è esattamente il contrario di quello che le persone pensano».

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Cosa intende?
«Dentro ci sono persone di qualsiasi tipo che hanno voglia di confrontarsi, conoscerti. A osservarti c’è l’operaio, il ragazzo, ma anche l’avvocato. Io parlo molto e per un’adolescente è un onore ricevere tante visualizzazioni o like, perché vuol dire che piaci. Ti senti popolare, apprezzata».

C’è un modo per ottenere più clic?
«Sicuramente trasmettendo in situazioni casalinghe, magari stirando oppure inviando i file dall’esterno. Se esco con le amiche a pranzo e metto la cam sotto al tavolo guadagno almeno il doppio e pago l’uscita a tutte».
Queste stanze del sesso virtuali non sono pericolose?
«Potenzialmente sì, dipende da come ti comporti. Io non ho mai reso pubblico il mio viso, anche perché può accedere chiunque. In tutte queste chat, da La Bibbia a Cam4, ci sono bimbe anche di 13 anni che non si fanno problemi a farsi vedere».

Ma come fanno ad avere accesso alla chat?
«L’iscrizione al sito richiede il documento, ma per potervi accedere basta in realtà farsene prestare uno da chi è maggiorenne. Così come basta dire alla mamma che, quel pomeriggio, si studia dall’amica. Il problema è che ci si prende la mano e ci sono bambine che, per pochissimi euro, postano le loro foto o video a volto scoperto. Tutto per raggiungere la popolarità. Una volta dentro finisci in un vortice. Per un motivo o per l’altro, non si riesce ad uscirne».

foto hard1Da un lato, quindi, la popolarità. Dall’altro, però, anche i soldi facili.
«Io, nelle due ore al giorno in cui mi esibisco, arrivo a guadagnare 200 euro. Ci si dà un range: si mostra il seno se si arriva a un certo numero di like e ci si tocca se la quota aumenta. Così come l’autostima».

E cosa ci guadagnano i gestori?
«Dipende, alcuni vanno a percentuale, altri si basano sull’acquisto di una speciale moneta, incassando direttamente dai clienti. E, alla fine, c’è anche la parte ludica; come le gare a tema oppure i premi. Io, ad esempio, ho smesso di chattare privatamente perché richiede troppo tempo, ma chi punta col tempo tutto sui soldi, si trasferisce su Skype».

Per una new entry è semplice collezionare like?
«Ci sono 22mila persone on line sempre, ma ci sono punte anche di 50mila. La notte di Capodanno, a mezzanotte, c’erano 45mila persone collegate. Se iniziano a conoscerti e smetti di collegarti, ti cercano loro. L’ingresso nel mondo virtuale, quello in cui puoi mostrarti come vuoi e con chi vuoi e che comunque non ti fa sentire sola, diventa per tante un motivo di vita».

Fonte: Quotidiano.net