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Bambino

Educazione 2.0, ma i bambini di oggi sono maleducati? Le ‘regole’ della nonna che vanno rottamate

 

“Pulisciti la bocca non dire parolacce, chiedi scusa”: quante volte ce lo siamo sentiti dire e quante volte, senza accorgercene, imitiamo i nostri genitori e inconsapevolmente ci comportiamo come loro? Arrivano da una pediatra americana, Heather Shumaker, delle nuove regole sull’educare i bambini, che, contrariamente alle regole della tradizione, fanno di tuo figlio un bambino educato per i tempi moderni. Regole che ci appaiono rivoluzionarie, che rottamano quelle con cui siamo cresciuti.

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sŸdtirol, lanaPrima finisci i compiti poi…
Fare le cose una alla volta è il sacrificio piu inutile che possiate chiedere ai bambini 2.0. Dopo i nativi digitali loro, i nostri bambini sono i mobile born: se sono abituati a vedere tv, laptop, smartphone, iPod e tablet che si combinano insieme per raccogliere informazioni utili e si trovano su una nuvola, sono già multitasking. Pensano tante cose insieme: fanno i compiti con l’ipad,  ascoltano musica e insieme fanno merenda. A vincere, secondo lui, sarà l’internet delle cose: “

Gomiti stretti
E’ giusto che i bambini, specie fino ai 6 anni quando sono concentrati su loro stessi, imparino a capire che vivono in un contesto in cui ci sono gli altri. A tavola tutto ciò è molto evidente quindi occorrono delle regole di buona eduzione per rendere a tutti piacevole lo stare insieme senza fare ruomori, senza mangiare a bocca aperta, senza dare fastidio al vicino. ma riprendere i bambini per la postura eretta o epr i gomiti stretti, mentre imparano ad usare coltello e forchetta…è proprio da nonne, non da mamme

Non dire parolacce
E’ giusto che i bambini sappiano tutto. Anche le parolacce. Tuttavia possiamo immaginare di divertirci a dirle in un luogo chiuso, per gioco e a sapere quando sarebbe il momento giusto per usarle ma non lo facciamo.

Chiedi scusa
“Scusa è la parolina magica che aiuta ad aprire le poorte, come grazie e per favore. certo, è bene saperlo, sono norme che è giusto sapere come per essere informati sulle regole di base di funzionamento di un giocattolo. Ma educare un figlio vuol dire aiutarlo a diventare autonomo e allora, anziché insegnargli a chiedre scusa, meglio insegnarli a diventare responsabile delle proprie azioni, ad assumersi il peso delle sue piccole scelte, a pensarci prima in modo che sempre meno siano i “scusa, non l’ho fatto apposta”, ma “scusa, ero convinto che non ti desse fastidio”.

Non parlare in dialetto
era normale, negli anni ’70, volersi emancipare dal’uso del dialetto, perdere quel senso che ti caratterizzava di quella regione e andare verso un italiano condiviso. Ma oggi il dialetto è una lingua da riscoprire, un valore da portare con sé per non tracimare nel vuoto slang delle città. Ecco, termini gergali, adolescenziali e ciancicati, quelli si andrebbero corretti;

Non salire lo scivolo al contrario
Quanti di noi ci siamo arrabbiati perché non si sale lo scivolo al contrario, “c’è una direzione da rispettare, arriva l’altro bimbo e ti fai male”? Intervenire se il gioco si fa pericoloso, certo, ma sperimentare situazioni contrarie alla norma consente di affrontare l’altro e di uscirne con una lezione di vita vissuta.

Non giocare con la spada
Censurare i giochi dei bambini non serve: lasciamo che giochino con pistole, spade e fucili, senza che siamo noi ad incoraggiarli con l’ultimo modello in circolazione, ma se a sette anni è in preda al delirio StarWars e chiede una spada laser non diventerà uno Jedi, se usa un’ascia non diventerà un pericoloso pirata dei Caraibi: i bambini hanno bisogno di utilizzare oggetti scenici per ricreare nella realtà il mondo fantastico in cui vivono

educazioneTempi moderni e non, cambiano le regole attraverso cui raggiungere un unico obiettivo che a noi genitori, indipendentemente dalle mode del momento, dovrebbe esserci a cuore: l’autonomia dei nostri figli.