Notizie

Covid a scuola, le linee guida del ministero della Salute

Sono quattro le tipologie di intervento previste dalle linee guida del ministero della Salute nel caso in cui, in una scuola, si registri un caso di positività al coronavirus tra i docenti, tra gli operatori o tra gli studenti. Per il rientro in comunità del soggetto che risulta positivo al test sarà necessario eseguire, a distanza di 24 ore, due test di biologia molecolare: i cosiddetti tamponi. Il ritorno a scuola è consentito solo se tutti e due i tamponi risultano negativi, il che attesta l’avvenuta guarigione. Se viene diagnosticata una malattia differente dal Covid-19, poi, il soggetto è tenuto a restare a casa fino a quando non si verificherà la sua guarigione clinica.

L’attestazione di nulla osta

Nel caso in cui vi sia un esito positivo del test diagnostico per il coronavirus, una volta che il paziente è stato preso in carico ed è stato definito un iter diagnostico e terapeutico appropriato, è necessario attendere la conferma di avvenuta guarigione che può derivare solo dall’esecuzione di due tamponi con risultato negativo. A quel punto si può predisporre l’attestazione di nulla osta al rientro o all’ingresso in comunità. Per le altre patologie, è necessario stilare un’attestazione in cui si segnala che il soggetto ha il diritto di tornare a scuola in quanto è stato rispettato l’iter di prevenzione del Covid 19 in base a quanto indicato dai documenti regionali o nazionali.

Che cosa succede in caso di convivenza con un positivo

Se un operatore scolastico o uno studente convivono con una persona che è risultata positiva al coronavirus, i soggetti in questione devono essere ritenuti contatti stretti e, su valutazione del Dipartimento di prevenzione della Asl, devono essere messi in quarantena. Non occorre la quarantena, invece, per i suoi eventuali contatti stretti (nel caso di uno studente, per esempio, i suoi compagni di classe), se non in presenza di valutazioni successive da parte del Dipartimento di Prevenzione per la positività di test diagnostici sulla persona convivente (fonte pianetadonne.blog).

In caso di negatività al tampone

Qualora un paziente per cui si sospetti un caso di infezione al Covid 19 si sottoponga a un test diagnostico che sia esito negativo, il medico curante o il pediatra in base a una specifica valutazione medica sono tenuti a individuare il percorso diagnostico e clinico più adeguato, che può contemplare anche una eventuale ripetizione del tampone. Sempre al medico spetta stabilire se sia opportuno consentire l’ingresso a scuola, fermo restando che se a essere diagnosticata è una patologia differente dal Covid 19 è necessario attendere la guarigione clinica del soggetto prima che lo stesso possa uscire di casa di nuovo.

Come comportarsi con un tampone positivo

La circolare del ministero della Salute, ovviamente, fornisce anche le indicazioni da seguire qualora si riscontri un caso di positività al tampone in un operatore scolastico o in uno studente. In tale circostanza, il caso deve essere notificato prima che inizia l’individuazione dei contatti. Quindi devono essere segnalate le azioni finalizzate alla sanificazione straordinaria nei locali della scuola che sono stati frequentati dal soggetto. Il rientro in comunità può avvenire solo quando si verifica la guarigione della persona in base ai parametri in vigore. Le indicazioni scientifiche al momento richiedono di eseguire a distanza di 24 ore due tamponi: solo un contestuale doppio negativo consente di mettere fine all’isolamento e garantisce il ritorno in comunità. Per il rientro a scuola il nulla osta al rientro deve essere accompagnato dall’attestazione di avvenuta guarigione.

Le perplessità delle famiglie

Questi, dunque, sono i criteri che devono essere rispettati per una corretta fruizione delle aule scolastiche in questi mesi di emergenza determinati dalla pandemia. Sia per i bambini che per gli adulti che risultano positivi al test, è necessario il doppio tampone negativo per la fine della quarantena. Certo è che la confusione regna ancora sovrana in molti contesti, tra le perplessità delle famiglie che non sanno come comportarsi al primo segnale di raffreddamento o di febbre dei propri figli. Dopo i mesi di lockdown che hanno troncato a metà lo scorso anno scolastico, il timore di molti è che entro breve tempo si ritorni nella stessa situazione di prima, con conseguenze facili da intuire.