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Bambino

Correre, saltare e muoversi sono l’elisir di lunga (e sana) vita? Di sicuro, i bambini che fanno tanto movimento avranno un migliore sviluppo cognitivo. Lo studio

 

Chi più si muove, meglio vivrà da grande. Correre e saltare non  rappresentano soltanto un grande divertimento per i bambini perché gli consentiranno di ricordare meglio le cose più in là nel futuro, quando saranno anziani. Le conseguenze durature sul cervello dell’attività fisica nell’infanzia sono state analizzate da un team di ricercatori canadesi dell’Università di Toronto.  Come riporta La Stampa, nonostante sia stato condotto sui topi, lo studio dimostra comunque che l’attività fisica in età giovanile è cruciale non solo per la corretta crescita fisica ma anche per lo sviluppo cognitivo e il mantenimento delle capacità negli anni. (Continua dopo la foto)

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Dalla reazione degli animali agli esperimenti, è emerso che gli «sportivi» avevano una memoria più precisa. Infatti, in queste ultime due situazioni dimostravano minori reazioni di paura (il 50% in meno) rispetto agli altri topi, perché riconoscevano che le caratteristiche dell’’ambiente non erano identiche a quelle che per loro costituivano una minaccia.  (Continua dopo le foto)

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Esiste un processo di neurogenesi anche in età adulta in una specifica area cerebrale fondamentale per la memoria, l’ippocampo, dove la continua produzione di nuovi neuroni è compito delle cellule staminali. Questo processo è più efficace quando da giovani gli animali hanno svolto molta attività fisica. Il movimento da giovani è quanto consentirebbe anche a noi umani di potenziare e preservare quella che i neuroscienziati chiamano “riserva cognitiva”, scudo protettivo in grado di fronteggiare (ed eventualmente ritardare) la comparsa delle malattie neurodegenerative.