rutacop
Donna

Chi si rivede! Vi ricordate di Maria Teresa Ruta? Dopo anni di assenza, la storica conduttrice Rai ritorna in tv insieme a Guenda, la figlia avuta da Amedeo Goria

 

“Mia madre a volte ha anche troppa voglia di vita, ma siamo legate sotto tanti punti di vista. Adesso condivideremo anche il palcoscenico. Appena ho pensato di fare la mia prima regia teatrale, come attrice protagonista ho pensato a lei”. A parlare è Guenda (diminutivo di Guendalina) Goria, la figlia di Maria Teresa Ruta diminutivo di Guendalina, nata nel 1988 dall’unione tra la conduttrice e il giornalista sportivo Rai Amedeo Goria. La storica conduttrice Rai tornata sul piccolo schermo dopo anni di assenza, con una intervista a Storie Vere, programma condotto da Eleonora Daniele, a cui ha partecipato proprio con la figlia. Le due, legate da un rapporto strettissimo, ora condivideranno anche un nuovo progetto professionale. Il loro sodalizio artistico era cominciato nella musica, visto che formavano il duo Las Margaritas girando per i locali con Umberto Smaila: “Dedicavamo uno speciale alle donne. Partivamo dalla Cinquetti con Non ho l’età e arrivavamo a Tina Turner. A quel punto Guenda si è distaccata da me e ha voluto fare l’attrice seria di teatro. Lei ora è in scena con cose tostissime, ha fatto anche La coscienza di Zeno. Dovrebbe essere stanca, invece al mattino mi tortura e mi fa fare le prove del nostro primo spettacolo. Ha scelto un testo difficilissimo, impegnato…”. (Continua dopo la foto)

ruta-dentro Ora le due condivideranno invece un progetto teatrale. “Crescendo mi rendo conto di quanto il rapporto con lei sia imprescindibile, sia un riferimento costante nel bene e nel male. Più passa il tempo, più è un riferimento nel bene”, assicura la figlia.

(Continua dopo le foto)

rutadentro1

rutadentrodue

La Ruta racconta anche l’aneddoto sull’angelo che le avrebbe salvato la vita: “Una volta ha attraversato la strada da sola perché voleva dimostrarmi di saperlo fare. Purtroppo è passata una macchina in quel momento, lei è volata in alto. Io sono rimasta impietrita, sentendo una mano sulla spalla. Ho visto, come in slow motion, lei che saliva, scendeva, l’autista disperato. Lei non si è fatta nulla e di lì ho detto che sono stata molto fortunata. Ho un forte debito verso la vita”.