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Catene a mani e piedi, ridotto pelle e ossa, pieno di bruciature di sigaretta e cicatrici alla testa. Così era ridotto un bimbo di 4 anni, segregato in casa

 

Aveva catene ai polsi e alle caviglie, il corpicino ridotto a cumulo di pelle e ossa, lo sguardo spento ma capace di comprendere che finalmente, per lui, era giunta la tanto sognata libertà. La polizia lo ha trovato al buio, incatenato mani e piedi e in severo stato di malnutrizione: per un bambino di 4 anni è stato provvidenziale l’intervento degli agenti che lo hanno liberato da quel baratro di abusi e privazioni in un appartamento a nord di Città del Messico. Ma la scena dell’orrore che i poliziotti si sono trovati davanti non finisce qui: sul piccolo sono presenti vistosi segni di tortura e gravi lesioni – molte alla testa – presumibilmente causate da colpi sferrati con un corpo contundente. Oltre a questo, il team di medici e psicologi che hanno ora in cura il bambino, ha scoperto tantissime cicatrici da bruciature di sigaretta. Ma quello che sembra emergere con più insistenza in queste ore getta un’ombra ancor più sinistra sulla vicenda. Una lettera anonima (o una telefonata anonima, secondo altre fonti) lo ha tirato fuori da quell’incubo. Quella denuncia ha portato gli investigatori a bussare alla porta di quella casa di Città del Messico, dove il piccolo Antony era tenuto come un prigioniero. Il bimbo di 4 anni ora è salvo ma bisognerà sciogliere quel dubbio che le autorità messicane hanno sin dal primo momento: il piccolo potrebbe essere un cittadino americano. Come sia arrivato in Messico e dove sia la sua famiglia è ancora tutto da scoprire. (Continua dopo la foto)

bimbofb1L’abitazione dell’orrore si trova nel quartiere Gabriel Hernandez, a nord della città. Ad accoglierli Juan Carlos Loaeza e Olivia Castro, che hanno negato al presenza del bambino. Ma le loro parole non sono bastate a convincere gli agenti, che hanno messo a soqquadro la casa fino a trovare, in una stanza poco illuminata, il bimbo legato mani e piedi a delle catene. Sul suo corpo erano visibili segni di abusi e, una volta portato in ospedale, i medici hanno confermato che il piccolo veniva ripetutamente colpito alla testa, aveva segni di sigaretta su tutto il corpo e mostravi chiari segni di malnutrizione. Antony ha difficoltà a parlare, ma è riuscito a dire agli investigatori il suo nome e quello dei genitori. (Continua dopo le foto)

bimbodentro bimbofb2Quindi, il racconto assurdo della coppia di aguzzini. Loaeza e Castro, che hanno detto di essere gli zii del bimbo, hanno raccontato che si stavano prendendo cura del piccolo in assenza del padre. Ma per le autorità messicane il dubbio che il bimbo possa essere un cittadino americano rimane forte, tanto da chiedere l’assistenza dell’ambasciata statunitense. “Abbiamo visto un report in cui si parlava di un minore americano in ospedale – ha detto un portavoce dell’Ambasciata – Per motivi legati alla privacy del piccolo non possiamo dire altro”. Ora il piccolo è in una struttura sanitaria. Non è chiaro da quanto andasse avanti la sua prigionia, lontano dalla sua famiglia (sulle cui tracce si stanno muovendo ora gli inquirenti).