Carbone vegetale nella dieta, ormai è moda. Ma è bene conoscere queste 6 cose

 

Si è guadagnato la nostra attenzione per lo strano colore nero di pane, pizza e anche biscotti.  Il carbone vegetale, aggiunto al normale frumento per ottnere dei cibi che, addizionati di questo integratore potessero produrre gli effetti benefici delle pillole: ridurre gonfiore e meteorismo. Ma davvero questo pane mantiene ciò che promette? Siamo sicuri che riesca a sgonfiare la pancia o abbia altre particolari proprietà per cui dovremmo sceglierlo invece di orientarci su soluzioni più classiche? Può essere paragonato al vero e proprio integratore di carbone vegetale? Gli esperti sono molto scettici. Ecco perché

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Dopo gli entusiasmi iniziali ecco le 6 cose da sapere prima di assumere prodotti da forno contenenti il carbone vegetale.

1. In America, dove i casi di cancro sono elevatissimi, è vietato l’uso alimentare di questa sostanza a causa della sua potenzialità cancerogena, visto che non si può escludere in maniera assoluta la presenza di benzopirene e altri idrocarburi policiclici aromatici altamente nocivi: il carbone vegetale viene prodotto dalla combustione di legno di pioppo.

2.  Il carbone vegetale, assunto come integratore, è senza alcun dubbio un ottimo alleato per i disturbi relativi al gonfiore intestinale, alla stitichezza o alla presenza di sostanze tossiche assunte con gli alimenti. Tuttavia le quantità utilizzate come additivo nelle preparazioni alimentari sono talmente esigue da non poterlo paragonare e classificare come un alimento funzionale.

3. Anche i genitori dovrebbero fare un po’ di attenzione visto che i bambini non potrebbero consumarne molto perché, proprio per la sua porosità, il carbone vegetale blocca anche le sostanze nutrienti che sono fondamentali per la crescita. Mangiare una brioche o un panino ogni tanto non fanno nulla di male. Il problema è nell’uso quotidiano!

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4. Il carbone vegetale ha la capacità di legare qualsiasi cosa transiti lungo il canale digerente. In altri termini si comporta come un entero-adsorbente aspecifico, portandosi via gas, virus, batteri ma anche nutrienti e sostanze ad azione farmacologica. Così il medicinale preso in una finestra temporale che va da 30 minuti prima a 2 ore dopo aver assunto del carbone vegetale non verrà assorbito oppure verrà assorbito solo parzialmente. Pensate a chi assume l’eutirox, o l’estroprogestinico come anticoncezionale o ancor peggio un farmaco salva-vita”.

5. I prodotti da forno, come quelli lievitati possono essere per alcuni soggetti causa di disturbi come gonfiore intestinale o bruciore gastrico e pertanto, a prescindere dalla presenza del carbone vegetale come additivo, il loro consumo deve essere limitato perché il carbone non inibisce l’effetto del lievito.

6. Se a volte avete avuto il dubbio che sia un pane colorato di nero, questo no: la legge vieta l’uso di E 153, carbone vegetale, come colorante. Tuttavia che per produrre pane nero al carbone vegetale ci sarebbe bisogno di un’autorizzazione specifica. L’uso del carbone vegetale come additivo colorante è invece ammesso nei prodotti da forno fini, “categoria – precisa il Ministero – che include prodotti sia dolci che salati come fette biscottate e crackers”.

Perciò se volete abbellire la vostra buffet con prodotti neri, ben venga, ma se pensate di stare mangiando un cibo che fa bene, questo no: perché possa fare bene alla salute, insomma, il carbone vegetale deve essere utilizzato con criterio e secondo una posologia ben definita, e i diversi prodotti attualmente in commercio non risponderebbero ai requisiti necessari perché ciò possa avvenire.