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Gravidanza

Bruciori, acidità, cattiva digestione in gravidanza: come attenuare gli effetti indesiderati

 

In gravidanza è d’obbligo ancora più che al solito l’attenzione verso ciò che si mangia e si assume come cura. Meglio evitare farmaci, quando si può.
Però ci sono molti disturbi, fisiologici, ma fastidiosi, a cui si vorrebbe porre rimedio. Meglio scegliere con cura i rimedi più innocui e naturali. I problemi di digestione sono dietro l’angolo, quasi per tutte.

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Perché succede fastidi digestivi sono davvero frutto di un meccanismo fisiologico e prezioso: l’azione miorilassante del progesterone, che permette alla muscolatura di fare spazio al bimbo e prepara il parto, ma al contempo rallenta lo svuotamento dello stomaco e rende più facile l’apertura della valvola che normalmente impedisce la risalita dell’acido. A questo si aggiunge lo spazio occupato dal bambino nell’utero, che spinge verso l’alto e comprime. Infatti spesso si ha un peggioramento dal secondo trimestre in poi, quando la pancia ed il suo abitante cominciano a diventare grandini.

Cosa fare per eliminarli? Non esistono cure per “risolvere” il problema, ma solo per minimizzare i disagi che ne derivano.
Naturalmente esistono dei farmaci, che probabilmente sono efficaci, ma che penso debbano essere limitati ad una prescrizione medica ed a reale necessità.

Innanzitutto ci sono i rimedi “meccanici”, anche i più intuitivi:

  • Mangiare piccole quantità, facendo pasti frequenti. Ad esempio colazione – spuntino – pranzo – merenda – cena leggera (perché di solito il fastidio peggiora verso sera).
  • Bere acqua a piccoli sorsi nel corso della giornata, appena si sente iniziare la sensazione di acido, ed evitare di bere molto durante i pasti, perché così si diluiscono i succhi gastrici. Bere invece qualche sorso di acqua calda prima dei pasti per favorire la digestione.
  • Evitare di coricarsi appena dopo mangiato. Quando si va a letto, se proprio il disturbo è forte, appoggiarsi a dei cuscini per tenere una posizione semiseduta.
  • Tenere una postura diritta e non “insaccata” per evitare che la pressione sullo stomaco aumenti e dedicare quanto più tempo possibile ad una respirazione addominale profonda.
  • Masticare molto a lungo, perché è il primo passo per favorire una buona digestione. E mangiare con calma, il che, se il piccolo in arrivo non è il primo della famiglia, potrebbe rivelarsi molto più difficile del previsto