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Si rifiutano di abortire il loro bimbo deformato, a distanza di anni le foto danno loro ragione

Sara Heller e il suo compagno Chris Eidam erano al settimo cielo quando hanno scoperto di aspettare il loro bambino. Alla 24esima settimana di gravidanza hanno però scoperto che sul viso il bambino presentava una deformazione genetica chiamata labiopalatoschisi. Si tratta di una malformazione rara che colpisce 1 bambino su 600 e che si presenta quando la labioschisi si accompagna alla palatoschisi. La labiopalatoschisi fonde il cosiddetto labbro leporino con la palatoschisi che si manifesta invece attraverso la formazione di una simil-fessura sul palato causata dalla mancata saldatura delle strutture maxillo-facciali. Il caso di Brody, questo il nome del bimbo, era stato definito grave. Sono solo 9 i casi al mondo come il suo e i medici avevano anche proposto ai genitori la possibilità di un aborto terapeutico. (Continua dopo la foto)

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Ma Sara e Chris, per cui tra l’altro Brody era il primo figlio, non hanno sentito ragioni: quella specialità del loro bambino non poteva essere un limite alla sua vita ancor prima di venire al mondo e di lottare. La famiglia Eidam vive a Omaha, nel Nebraska, Stati Uniti, e aveva anche un altro problema: non aveva abbastanza denaro per sostenere il percorso chirurgico che il figlio doveva affrontare. (Continua dopo la foto)

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Appena nato, mamma Sara ha subito mostrato il suo bimbo sui social per testimoniare il suo percorso. Naturalmente non sono mancati commenti insensibili, ma lei non se ne è mai curata. E forse anche questo grande coraggio, questa grande energia e positività ha permesso a Sara e Chris di andare avanti. Hanno ricevuto una donazione anonima di mille dollari per le cure del figlio. (Continua dopo la foto)

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Una somma con cui sono riusciti a sostenere alcune spese sanitarie e che soprattutto ha dato il via agli interventi grazie ai quali oggi Brody ha ritrovato il sorriso. Sì, perché il piccolo Eidam sta guarendo, come dimostrano le ultime foto condivise sui social pochi mesi fa. Immagini di un bimbo dal cui volto sembrano essere completamente spariti i segni della sofferenza.