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Bambino

Bimbo rapito dal papà e portato tra i combattenti dell’Isis

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La guerra e il terrorismo sono aspetti che non dovrebbero riguardare la vita di nessun essere umano e, tanto meno, quella di un bambino che dovrebbe cercare di godere la sua gioventù in spensieratezza e felicità, bel lontano dalle armi e dai pericoli che i conflitti comportano.

Eppure, è quello che sta accadendo al piccolo Ismail che, come riportato dall’Ansa, è stato sottratto alla madre dal proprio papà, e quindi portato a vivere tra i combattenti dell’Isis.

La storia è stata raccontata ai giornalisti dalla stessa madre del piccolo e incolpevole protagonista, la signora Linda Solano Herrera. La donna, cubana residente nel bellunese da alcuni anni, ha riconosciuto il proprio bimbo in tv, dove era stato immortalato in alcuni fotogrammi che documentavano le condizioni di vita tra i guerriglieri dell’Isis.

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La vicenda è abbastanza straziante, per il cuore della donna. Linda era infatti sposata con un ragazzo bosniaco, Ismar Mesinovic. Ismar lavorava come imbianchino a Belluno fino a quando, nel novembre 2013, la coppia decide di separarsi e divorziare. Per il bene del proprio bimbo, Linda acconsente che l’ex marito conduca il bambino a conoscere i parenti, in Bosnia, esattamente come lei aveva fatto l’anno prima conducendolo a Cuba.

Mi sembrava giusto” – ha dichiarato Linda alla stampa – “per il bene del bimbo e poi perchè era giusto che lo vedesse anche la famiglia di lui. Ho lasciato che andasse quella volta perchè non c’era motivo di credere che me l’avrebbe portato via“. D’altronde, ricorda ancora l’ex moglie, Ismar era una ragazzo tranquillo, dedito al lavoro e, qualche volta alla settimana, a qualche incontro presso un locale centro islamico. “Non era strano” – aggiunge – “E il furgone su cui è partito era quello che usava per lavoro. Mi parlava della religione, ma non in termini fanatici”.

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Eppure, le cose sembra cambiare presto, tanto che Linda non vedrà più suo figlio. Ismar si arruola infatti nelle truppe integraliste siriane, e muore in uno scontro a fuoco. Ismail invece starebbe bene, in un luogo conosciuto dai parenti bosniaci dell’ex marito, che tuttavia si rifiutano di affermare dove sia.

Infine, l’ulteriore scoperta: in un video Ismail viene ritratto tra i guerriglieri dell’Isas, con indosso una bandana, una felpa nera e un kalashnikov (probabilmente, finto). I servizi segreti italiani cominciano quindi a indagare, sulla scia di quanto già noto ai Ros di Padova, sulle tracce dei reclutatori islamici che operavano da tempo in Veneto.

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E così si viene a sapere chi sia l’uomo barbuto che guida la moto con Ismail: è Said Colic, bosniaco con precedenti per droga, segnalato più volte in Siria e veterano della guerriglia dell’Isis.

La donna si dice convinta della identità del bimbo. “A me sembra proprio lui. Il cuore di una mamma non può sbagliare. Spero che torni qui accanto a me, ho consumato le fotografie e i miei occhi a forza di guardarle. Penso sempre a lui, solo a lui”.

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