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Bambino

Bimbi e raffreddore: 3 consigli utili

Chi ha a che fare con i bambini saprà benissimo che il loro “rapporto” con il raffreddore, soprattutto in autunno e in inverno, diventa ancora più stretto rispetto al solito. In questo periodo dell’anno, infatti, non è affatto raro imbattersi in nasini chiusi colanti e ripetuti starnuti. Questo perché il freddo e gli sbalzi di temperatura favoriscono l’ingresso di germi nell’organismo, mettendo a dura prova le difese immunitarie – ancora non del tutto solide – dei più piccoli. E visto che non esiste una vera e propria cura per il raffreddore, meglio tenere a mente questi 3 utili consigli.

  1. Effettuare la pulizia del naso 

Per liberare il naso dal muco la prima cosa da fare è mantenere pulite le cavità: 

  • mediante l’utilizzo dell’aspiratore nasale (con cui, appunto, come suggerisce il nome stesso, è possibile aspirare delicatamente il muco dalle narici),
  • o attraverso un dispositivo aerosol (meglio se munito sia del classico boccaglio con maschera per inalare il vapore, sia di beccuccio per effettuare i più diretti lavaggi nasali).

In quest’ultimo caso, inoltre, dato che il naso chiuso da raffreddore non richiede in genere la necessità di alcun tipo di medicinale ma semplicemente di soluzione fisiologica, esistono anche delle ottime alternative “casalinghe”, tra le quali:

  • i suffumigi naturali, realizzabili facilmente con una pentola ripiena di acqua bollente insieme a una sostanza dalle proprietà benefiche – siano esse antinfiammatorie, antisettiche, espettoranti, antiossidanti, balsami, disinfettanti e/o decongestionanti – come ad esempio il bicarbonato di sodio, il basilico, l’eucalipto, il limone, l’arancio amaro o il rosmarino (basterà quindi respirare i fumi coprendo la testa con un panno);
  • la doccia nasale “fai da te”, effettuabile iniettando piuttosto velocemente, tramite una siringa senza ago, un liquido a temperatura ambiente composto da acqua e sale (precedentemente sciolto al suo interno).  

Tutti i metodi indicati facilitano l’eliminazione del muco, donando un certo sollievo, almeno temporaneo. Dunque non rimane che scegliere quello che viene meglio “sopportato” dal proprio bimbo, cercando sempre di rendere l’operazione giocosa e di effettuarla prima della nanna e di un’eventuale uscita di casa o, nei più piccoli, prima della poppata.  

  1. Seguire una dieta salutare

Mangiar sano, si sa, vuol dire donare all’organismo tutti i principi nutritivi indispensabili per rinforzare le difese immunitarie, aiutando così il corpo a reagire e guarire più velocemente dai malanni stagionali (come quello di cui si sta trattando).

In particolare è fondamentale che i genitori educhino e abituino i propri figli a fare il pieno di:

  • vitamine (soprattutto A e C), minerali e antiossidanti, presenti in frutta e verdura fresche (come kiwi, arancia, zucca, carote, patate dolci, spinaci, broccoli, cavolfiori e radicchio verde);
  • proteine di alta qualità, le quali si trovano in particolare nella carne rossa e nel pesce azzurro; 
  • fibre, che abbondano nei cibi integrali.

I benefici di questi alimenti possono poi essere accentuati se, quando possibile, vengono cucinati insieme alla cipolla o all’aglio, conditi con olio EVO a crudo e insaporiti con spezie piccanti come il peperoncino.

Inoltre ricordarsi di offrire spesso da bere ai bambini per mantenerli ben idratati. Dunque, i più piccoli dovranno essere allattati frequentemente, mentre ai bimbi già svezzati si consiglia di proporre oltre alla classica acqua, anche bevande calde (come ad esempio il latte scaldato, un the o una tisana allo zenzero) che oltre ad essere più appetibili, facilitano lo scioglimento del muco, liberando di conseguenza il naso.

  1. Tenere specifici comportamenti in casa

Durante le giornate fredde, e soprattutto se si è raffreddati, si cerca maggiormente riparo negli ambienti chiusi, dove però si annidano anche i batteri e i virus. Per evitare allora tra le proprie mura domestiche di aumentare la probabilità di contagiarsi, è bene mettere in pratica questi piccoli suggerimenti:

 

  • umidificare gli ambienti, adoperando un apposito umidificatore e mantenendo le varie stanze della casa alle giuste temperature, così da evitare che le mucose si secchino favorendo la formazione di fastidiose croste;
  • lavare spesso le mani e utilizzare fazzoletti monouso da buttare subito senza poggiarli sul mobilio;
  • nei giorni in cui il bambino è raffreddato utilizzare nel letto un doppio cuscino così da mantenere la testa leggermente rialzata e far defluire meglio le secrezioni all’esterno.

Per concludere va sottolineato che, seppur, come accennato, il raffreddore è una condizione patologica che solitamente non richiede l’utilizzo di farmaci poiché decorre spontaneamente nell’arco di una settimana, bisogna rivolgersi al pediatra se sopraggiunge febbre elevata e mal d’orecchie, se le secrezioni hanno un persistente colorito giallo-verdognolo, o ancora se il bambino ha meno di 3 mesi o comunque si dimostra particolarmente inappetente e lamentoso.
In questi casi il medico specializzato nella cura di bambini, una volta effettuata una visita dettagliata, deciderà caso per caso quale sia la via migliore da intraprendere per una pronta guarigione (potrebbe ad esempio prescrivere del paracetamolo per la febbre alta e così via).