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Bambini e videogiochi: come “convivere”?

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Tutti i genitori ci hanno sbattuto la testa, almeno una volta: il rapporto tra bambini e videogiochi è particolarmente complesso e incerto, e il rischio di vedere il proprio figlio passare ore e ore di dipendenza dinanzi alla console è il timore che si installa nella mente di mamma e papà. Ma in che modo poter creare una civile convivenza tra bambini e videogiochi?

In primo luogo, a nostro giudizio il totale boicottaggio delle principali console di nuova generazione, più o meno portatili, difficilmente darà buoni risultati. Gli amici di vostro figlio hanno già le console, e i videogiochi sono disponibili ovunque. Dunque, si corre il rischio di creare un senso di stress e di insoddisfazione, che può inoltre condurre i bimbi a una “fuga” da casa, verso quella degli amici che hanno a disposizione PlayStation & co.

Meglio invece cercare di trovare qualche equilibrio condiviso con i vostri bimbi, cercando di fare del proprio meglio per controllare a cosa giocano e, magari, sforzarsi a giocare con loro, usando i videogiochi come strumento per poter condividere del tempo da passare con i ragazzi.

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Questi momenti potrebbero essere utili per varie ragioni. In primis, fortificheranno la loro autostima, poichè vi batteranno e vi dimostreranno quanto sono bravi (e voi non dovrete assolutamente lasciarli vincere!). In secondo luogo, è probabile che il momento possa tramutarsi in un elevato divertimento (non fosse altro che scopriranno quanto siete negati). Infine, ci sono giochi che evocano in qualche modo la realtà (calcio, tennis, basket, ecc.) e potrebbero essere dunque una leva per poter passare dal virtuale al reale.

Insomma, anche i videogiochi possono essere utili e importanti per i vostri bimbi. Stabilite dei limiti di tempo, giocate un pò con loro e, per il resto, monitorate un pò quel che accade sul display.