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Amanti dei selfie, ecco quali sono i 4 profili psicologici di chi ama ritrarre se stesso e mostrarsi sui social

 

Dai sessantenni ai dodicenni, a prescindere da sesso, razza e religione, inquadrarsi per un autoritratto da pubblicare sui social è ormai un attività quasi quotidiana. C’è chi a questa moda di persone che si autopromuovono, spesso in pose ammiccanti, al meglio, con filtri per apparire migliori, in location esagerate, con questa smania di mostrarsi, ha proprio una reazione da orticaria. Narcisi allo stato puro. Voto: 4, decisamente bocciati. Eppure ci sono altre motivazioni che spingono a ritrarsi e a mostrarsi sui social. Oltre ai narcisisti ecco chi sono quelli che si sparano i selfie

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Uno studio pubblicato sulla rivista Visual Communication Quarterly, e realizzato attraverso interviste, ha identificato tre categorie di ‘selfie-taker’: comunicatori, autobiografi e promotori di se stessi.

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I comunicatori usano i selfie principalmente per coinvolgere amici, familiari o conoscenti in una conversazione. In genere mirano a innescare un dibattito sul valore di alcune scelte o azioni, così da incoraggiare gli altri a svolgere un valore civico. Come ha fatto, ad esempio, la famosa attrice statunitense Anne Hathaway, pubblicando su Instagram un selfie accompagnato dalla scritta “Ho votato”, per incoraggiare gli americani a fare altrettanto in occasione delle presidenziali. Voto: 8

Gli autobiografi, invece, utilizzano selfie come strumento per registrare gli eventi chiave della loro vita e conservare i ricordi importanti. Ma non cercano necessariamente il feedback e l’impegno come fanno i comunicatori. Ad esempio l’astronauta della NASA Scott Kelley, tornato sulla Terra dopo un anno nello spazio, ha pubblicato un selfie in tuta spaziale, insieme a altri scatti che ripercorrono la cronaca del suo viaggio. Testimonianza. Voto: 8
Ci sono poi quelli che mirano a farsi pubblicità, a promuovere la propria immagine in realtà il più piccolo dei tre gruppi. “Sono le persone che amano documentare tutta la loro vita”, ha detto Harper Anderson, dottore di ricerca presso la Texas Tech, “ma nel condividerla, mirano a presentarsi in una luce positiva”. Una per tutte, la popstar Taylor Swift, battezzata Regina di Instagram 2015. Se la tua immagine è il tuo mestiere, non c’è niente di male, ma quando sei una persona qualunque – enon c’è niente di male nell’esserlo – promuovere se stesso a colpi di selfie e frasi ad effetto suscita una reazione di pietà umana.