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Allarme baby fumatori: la prima sigaretta a 13 anni

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L’allarme viene lanciato dal Moige attraverso la diffusione dei dati raccolti con la campagna “Vietato non Vietato” promossa dallo stesso movimento genitori e condotta dal Centro Interuniversitario per la ricerca sulla genesi e sullo sviluppo delle motivazioni pro-sociali e antisociali dell’Ateneo Capitolino La Sapienza di Roma. La ricerca ha preso in esame le abitudini di un campione di 2000 giovani ancora minorenni e il risultato purtroppo non è stato dei più floridi.

La prima bionda, si accende intorno ai 13 anni e parlando in termini statistici possiamo suddividere lo studio condotto rilevando due categorie di ragazzi:

  • la fascia junior (ragazzi che frequentano la scuola media);
  • la fascia senior (ragazzi iscritti alle superiori ma ancora minori).

Analizzando i dati che emergono dalla prima fascia, 3 ragazzi su 10 alle scuole medie inferiori hanno già assaggiato almeno una volta l’acre sapore della sigaretta e si registra una certa prevalenza da parte del sesso maschile;

Nella sezione senior il numeratore della frazione sale in modo esponenziale registrando un dato pari a 6 ragazzi su 10. In questo caso si ha un’inversione di tendenza e sembrano essere le donne le fumatrici più assidue.

Perché i giovani iniziano a fumare?

Spirito di emulazione: sembra essere questo il motivo principe tra i più piccoli tabagisti. Un gioco, una sorta di ribellione alle regole, un gesto tabù da compiere per sentirsi parte integrante di un gruppo. Stando ai dati della ricerca invece sembra essere meno rilevante la presenza di fumatori all’interno del nucleo familiare. Ulteriore conferma che nella delicata fase adolescenziale è molto più considerato il “branco” che la famiglia. D’altro canto gli amici e lo spirito di gruppo inneggiano a valori come la libertà, il divertimento, la vita fuori dagli schemi; mentre la famiglia è più legata a concetti “noiosi” come ordine e rispetto.

Se è vero inoltre che un vizio tira l’altro, tra i ragazzi più grandi, la sigaretta sembra essere sempre più consumata in associazione al consumo di alcolici e superalcolici.

Come possiamo quindi arginare questo disastroso fenomeno?

L’informazione è l’arma migliore che possiamo utilizzare per combattere la guerra contro il fumo. Dialogare con i ragazzi facendo loro conoscere, fin da giovanissimi, i gravi danni che il tabagismo può arrecare all’organismo e spiegando che la sigaretta non è affatto un simbolo di onnipotenza come per fin troppo tempo si è creduto, bensì è soltanto un bruttissimo vizio che ostruisce le arterie creando problemi cardiocircolatori e che ogni anno costituisce la principale causa di morte per cancro ai polmoni.

 

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