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Alberto Sordi, non c’è pace per il grande attore. A distanza di anni dalla sua morte e da quella della sorella Aurelia, continua la guerra sull’eredità

 

A Domenica Live, Barbara D’Urso ha ancora una volta ospitato i parenti di Alberto e Aurelia Sordi. L’occasione è stata data dal processo civile e penale che inizia il 17 gennaio: imputato, insieme ad altre 9 persone, l’autista di origini peruviane Arturo Artadi. I parenti di Alberto Sordi hanno impugnato il testamento con cui Aurelia Sordi, ormai ultranovantenne, ha lasciato gran parte del patrimonio Sordi alla Fondazione che oggi gestisce la villa museo alle Terme di Caracalla. I parenti sostengono che le volontà di Aurelia Sordi sono inficiate dal suo cattivo stato di salute fisico e mentale. Ma ai microfoni della D’Urso, l’autista è tornato a difendersi: “Aurelia è sempre stata bene, era lucidissima con noi. Le donazioni sono state fatte a novembre nel 2012, nel 2012 la signorina Sordi ha incontrato tantissima gente che verrà a testimoniare. La signorina Aurelia ha incontrato tanta altra gente anche nel 2013”. L’uomo, per venticinque anni autista di Alberto e Aurelia Sordi, difende negli studi di Domenica Live la legittimità delle donazioni fatte in suo favore e di altri domestici della famiglia, dopo le denunce dei parenti, ribadendo che la signorina Aurelia fosse perfettamente in grado di intendere e volere.

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ALBERTO SORDI ALL'UNIVERSITA' I.U.L.M. DI MILANO,IN OCCASIONE DE

In studio, intanto, vengono riportate pure le testimonianze di amici, come Carlo Verdone che, dopo averla incontrata a dicembre 2012, ammise di aver avuto difficoltà per farla rispondere in modo pienamente lucido alle domande dell’intervista per il documentario su Alberto. “Io sono stato con Alberto fino alla morte – dice l’autista – Sono stato con lui giorno e notte. Ero l’unico che andava in clinica a trovarlo. La signorina Sordi non andava perché Alberto non voleva che si preoccupasse. La signorina Sordi mandava me. Quando è morto l’ho vestito io”. L’autista peruviano ribadisce che non ha mai visto parenti di Sordi. E anzi li accusa di non aver avuto legami con il grande attore: “Avete mai sentito Alberto Sordi nelle migliaia di interviste parlare dei parenti?”, domanda a Barbara D’Urso.

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Invece i parenti ribattono sostenendo che sarebbe stato lui a isolare Aurelia Sordi. “Isolata? Ha incontrato 200 persone ed era isolata? Il 15 febbraio 2013 siamo andati a Villa Borghese ed era isolata? Se avessi voluto isolarla, l’avrei portata in Perù”. Artadi non risponde a nessuno dei parenti di Sordi presenti: “Se questi signori vogliono impugnare il testamento, lo facessero pure. Però basta dire cose brutte su di me. Parlano tutti di 2,5 milioni di euro, ma se li avessi non sarei qui. Barbara, ti chiamerei dai Caraibi”. Loro replicano: “Mi conosceva l’autista, ha detto una bugia”, dice Renato, cugino di Alberto Sordi. E un altro cugino aggiunge: “Lui dice che il gip ha rigettato le accuse. La Cassazione ha annullato il provvedimento del gip, tanto è vero che l’autista è stato rinviato a giudizio per circonvenzione di incapace”.