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Acetone nei bambini, come scoprirlo e cosa fare

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L’acetone nei bambini è una “patologia” chiamata comunemente in tal modo, ma in realtà rappresentante la presenza di corpi chetonici nel sangue: una situazione che nel bimbo può determinare uno stato di malessere generale, accompagnato da sonnolenza e irritabilità. Sebbene non sia una vera e propria patologia (ed ecco perchè abbiamo utilizzato il virgolettato poche righe fa), l’acetone accompagna frequentemente le malattie, concorrendo a peggiorare le condizioni generali di salute del bambino.

Come scoprire se il bimbo ha l’acetone

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Diversi elementi possono suggerire ai genitori che il proprio bimbo ha l’acetone. Di norma, i sintomi principali sono relativi alla febbre, al vomito o al digiuno, accompagnati da sonnolenza, irritabilità e rifiuto del cibo. Tradizionalmente, il tutto è accompagnato da alitosi, alito pesante. Statisticamente, i bimbi più piccoli e più magri sono maggiormente predisposti.

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Naturalmente, non basta valutare i sintomi di cui sopra per avere la certezza dell’acetone. Per poterlo diagnosticare, infatti, è necessario raccogliere qualche goccia di urina nel bambino, bagnare questa con dei reagenti acquistabili in farmacia, e comprendere quale sia la reazione degli stessi elementi.

Di norma i reagenti vengono venduti in piccole strisce di plastica che all’estremità hanno una parte che a contatto con l’urina, in poche decine di secondi, può assumere un colore diverso a seconda della presenza o meno dell’acetone. Nel caso in cui il risultato sia positivo, si può condividere tale stato con il bimbo e adottare di seguito alcune basilari norme dietetiche. Anche nel caso in cui il risultato sia negativo è bene parlarne con il dottore, visto e considerato che le cause dello stato di malessere del bimbo andranno individuate in altro modo.

Cosa fare in caso di acetone

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Fin qui, una breve definizione di acetone e qualche utile consiglio per poterlo diagnosticare. Ma cosa fare in caso di esito positivo del test?

La soluzione consigliata dai medici è abbastanza semplice: è infatti necessario adottare qualche accortezza nella dieta, eliminando o riducendo i grassi e fornendo al bimbo le giuste dosi di zucchero (uno o due cucchiaini di zucchero nella bocca del bimbo, possono dare un valore aggiunto fin dai minuti iniziali della terapia).

Una volta che il bimbo avrà ottenuto nuovamente lo stimolo dell’appetito, potrete procedere con cibi più complessi, come fette biscottate con miele, biscotti secchi con the o camomilla zuccherati, latte, yogurt scremati, riso, pasta con poco olio e formaggio grana.

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Consigliamo inoltre di controllare le urine almeno 2 volte al giorno, monitorando l’evoluzione del segnale (il quale dovrebbe gradualmente ridursi). Una volta che le condizioni del bimbo torneranno normali, si potrà riprendere con la dieta quotidiana.

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