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Choc in Italia: neonata trovata morta in una discarica. La piccola abbandonata sul nastro trasportatore insieme a residui di rame e immondizia. Le indagini dei carabinieri

 

Un ritrovamento che gli operai non avrebbero mai pensato né voluto fare. Scoperta shock giovedì pomeriggio nella ditta di rifiuti speciali di Casine di Ostra, (An) in via dell’Industria, dove tra i rifiuti è stato trovato il corpicino purtroppo ormai senza vita di una neonata. Secondo le prime sommarie informazioni trapelate finora, i resti trovati sarebbero quelli di una neonata abbandonata a poche ore dalla nascita, ma le indagini sono ancora in corso. Sul luogo sono giunti i carabinieri di Senigallia, dopo la segnalazione da parte di uno degli operai, che ha fatto il tragico ritrovamento. La procura di Ancona ha aperto un fascicolo contro ignoti per infanticidio. Il pm di turno ha disposto l’autopsia. L’ipotesi più probabile è che la piccola sia stata abbandonata poco dopo la nascita in un cassonetto: l’azienda raccoglie rifiuti da vari centri dislocati non solo nell’Anconetana ma anche fuori provincia. Le indagini si preannunciano quindi molto complesse: non sarà facile per gli investigatori ricostruire i pochi indizi a disposizione per risalire a chi abbia compiuto un simile, tremendo, gesto e capire se esistono eventuali complici. (Continua dopo la foto)

sotto2Sul luogo è arrivato subito anche il medico legale per esaminare i resti del corpicino. Al momento è possibile risalire solo al sesso e alla pelle bianca della neonata. Il feto sarebbe arrivato alla discarica insieme ad altri scarti provenienti da fuori provincia. Nell’impianto di Casine infatti vengono smaltiti rifiuti speciali. Sul nastro trasportatore insieme a residui di rame e altri materiali è comparso anche il corpicino della neonata. Ad accorgersi del macabro ritrovamento sono stati alcuni dipendenti, che hanno subito bloccato l’attività e chiamato i carabinieri. (Continua dopo le foto)

sopra sottoA novembre un altro caso simile a Musile di Piave, nella città metropolitana di Venezia, all’interno della ditta che si occupa di trattamento rifiuti per parte del Nord Italia. In quel caso il cadaverino si trovava in un sacchetto in avanzato stato di decomposizione: sarebbe stato rinvenuto durante il trattamento dei rifiuti, quindi lasciato probabilmente in un cassonetto. L’allarme, pure allora, è stato lanciato dagli operai addetti al compattamento.